Il Codice Trivulziano di Leonardo

Il "Codice Trivulziano" era composto, almeno originariamente, da 62 carte, di cui oggi se ne conservano solo 55. Negli appunti, che risalgono al XV secolo, Leonardo Da Vinci spiega le tecniche adottate per affinare la propria formazione letteraria. Troviamo così lunghi elenchi di vocaboli dotti (ben 8.000), tratti da autorevoli fonti lessicali e grammaticali, ma non mancano studi di architettura militare e religiosa. L’esposizione, curata da Pietro C. Marani e da Giovanni M. Piazza, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – Soprintendenza Castello Sforzesco, dalla Biblioteca Trivulziana e dalle Civiche Raccolte d’Arte. Il comitato scientifico è invece composto da Luisa Cogliati Arano, Ermanno A. Arslan, Giorgio Chittolini, Maria Teresa Fiorio, Pietro C. Marani, Giovanni M. Piazza, Ivanoe Riboli, Claudio Salsi. L’allestimento è dello Studio aMDL dell’architetto Michele De Lucchi con Angelo Micheli e Sezgin Aksu. L’appuntamento primaverile con il "Codice Trivulziano" rappresenta un avvenimento imperdibile. Al codice non è infatti permesso lasciare la biblioteca, un espediente dovuto a motivi di conservazione, ma per l’occasione verrà trasferito nella Sala delle Asse.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Attualità > Il Codice Trivulziano di Leonardo