Il Divo: Sorrentino racconta Giulio Andreotti

Con Toni Servillo nei panni di Giulio Andreotti, Anna Bonaiuto in quelli della moglie Livia e Piera Degli Esposti ad interpretare la "mitica" Signora Enea, "Il Divo" introduce lo spettatore nella vita di quell’uomo che sembra non dormire mai. Giulio Andreotti non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare.Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni: agli inizi degli anni novanta, con il suo fare inconfondibile, avanza inarrestabile verso il settimo mandato come Presidente del Consiglio. Alla soglia dei settant’anni, Andreotti è un gerontocrate che, equipaggiato come Dio, non teme nessuno e non sa cosa sia il timore reverenziale. Abituato com’è a vedere questo timore dipinto sul viso di tutti i suoi interlocutori. La sua contentezza è asciutta ed impalpabile. La sua contentezza è il potere. Col quale vive in simbiosi. Un potere come piace a lui, fermo ed immutabile da sempre. Dove tutto, battaglie elettorali, stragi terroristiche, accuse infamanti, gli scivola addosso negli anni senza lasciare traccia. Lui resta insensibile ed uguale a se stesso di fronte a tutto.Fino a quando il contropotere più forte di questo paese, la Mafia, decide di dichiarargli guerra. Allora le cose cambiano. Anche, forse, per l’inossidabile, enigmatico Andreotti. Ma, questa è la domanda, cambiano le cose oppure è un’apparenza? Una cosa è certa: è difficile scalfire Andreotti, l’uomo che, più di tutti noi altri, sa come si sta al mondo.

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