Il futuro di bioceramica e staminali

Il prezioso materiale trova già applicazione nelle sale operatorie grazie a Finceramica, spin-off della ricerca, forte della certificazione europea per questo genere di interventi con materiale high tech. La dr.ssa Anna Tampieri, Dipartimento bioceramici dell’Istec del Cnr, ha dichiarato: "Il composto è già distribuito dalla Codman di Johnson & Johnson per l’utilizzo in campo neurologico per traumi cranici con l’asportazione dell’opercolo. Il chirurgo invia la tac del cranio con il difetto da riparare a Finceramica che, su questa immagine tridimensionale, costruisce il ‘pezzo osseo custom made’, ossia fatto su misura e perfettamente compatibile”. Dopo la ceramica biointegrabile, la ricerca punta all’ingegnerizzazione della struttura ossea nella sua complessività, comprendente l’elemento minerale e quello polimerico naturale (il collagene). Sempre la dr.ssa Anna Tampieri ha sottolineato: "Gli sforzi sono indirizzati a coltivare questi impianti artificiali insieme con cellule staminali o del paziente stesso in un bioreattore, così da originare un osso ‘quasi autologo’, cioè personalizzato, sfruttando la capacità dei materiali di laboratorio di indurre una differenziazione cellulare in grado di riparare anche contemporaneamente più tessuti come nel caso dei siti articolari dove occorre ripristinare la cartilagine e, nei casi gravi, anche
l’osso". La medicina sembra quindi affidarsi alle nuove tecnologie per il proprio futuro e l’Italia, con il Cnr e Finceramica, ha un ruolo di primo piano in questo settore della ricerca.

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