Il genio di Spike Lee in: Lei mi odia

Presentato come evento speciale alla Mostra del Cinema di Venezia, il film narra di John Henry Armstrong (Anthony Mackie), un giovane ed ambizioso manager di una società farmaceutica. Jack, questo è il soprannome, dopo alcuni tentennamenti decide di sporgere denuncia alla sua azienda, in modo anonimo, a causa del fallimento di un nuovo e rivoluzionario farmaco (un nuovo trattamento per l’AIDS), che provoca il crollo in borsa del titolo della società. Jack infatti, si accorge che i capi dell’azienda hanno falsificato i risultati dei test ed hanno speculato sull’accaduto con una manovra di “insider trading”. Dopo il suo atto di accusa, inizierà ai suoi danni una vera e propria persecuzione che, solo contro tutti, lo porterà in un solo colpo a perdere il lavoro, la credibilità e la sicurezza economica. Per colpa dell’ingarbugliata vicenda del fallimento del farmaco, creato dal defunto collega e amico Herman Schiller, Jack si ritrova in uno stato di crisi, quando arriva Fatima (Kerry Washington), la sua ex fidanzata. Fatima, che lo aveva abbandonato dopo aver scoperto di essere lesbica, gli offre 5.000 dollari per aiutarla a concepire un figlio con la sua nuova compagna Alex. Jack accetta la proposta, ed in breve tempo quella diventerà la sua nuova e redditizia attività. Ormai molto conosciuto a New York, la sua nuova immagine di “inseminatore” gli si ritorcerà contro durante il processo contro la sua ex-azienda. Una situazione aggravata dal fatto che una delle sue pazienti è Simona (Monica Bellucci), la figlia del boss mafioso Don Angelo (John Turturro). Un film geniale, che lancia la sua dura accusa al mondo delle grandi compagnie e dei governanti, attraverso una storia brillante ed a tratti ironica. Attuale, dopo i recenti casi Enron, Worldcom e Tyco, Spike Lee getta ombre sulla tanto paventata trasparenza della sua nazione e del suo presidente, come nel caso emblematico dei titoli di testa, dove il passaggio in rassegna delle banconote della storia americana, viene chiuso da un biglietto da 3 dollari con l’effige di Bush. Dopo aver curato lo spot di Telecom Italia (quello con Gandhi), in stile “pacifista”, ora Spike Lee passa “all’attacco”, con un film di assoluto spessore, morale e cinematografico.

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