Il Giappone scopre l’Italia a tavola

A rivelare il trend positivo per i prodotti del “Made in Italy” è un’analisi del mercato giapponese, elaborata nel 2004, sul valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari nazionali. Complessivamente, la crescita per l’export italiano in Giappone si attesta al 4%, evidenziando comunque una controtendenza rispetto alle difficoltà incontrate sui mercati internazionali dal “Made in Italy”. Il settore trainante è quindi quello composto dagli alimenti base della dieta mediterranea – per questo, spiega la Codiretti – pasta, olio, pomodoro, grana e parmigiano hanno contribuito in maniera determinante al rilancio dell’export agroalimentare italiano sul mercato giapponese. Nel 2004 le esportazioni hanno infatti raggiunto un valore pari a quasi 477 milioni di euro, con la pasta di semola a fare la parte del leone con un valore di quasi 66 milioni di euro, seguita dall’olio di oliva con 59 milioni di euro, i pomodori pelati con 42 milioni di euro e i formaggi grana padano e parmigiano reggiano con 15 milioni di euro. Sulla base di questi dati, la Coldiretti lancia poi una nuova sfida: “Le buone performance dell’agroalimentare nazionale su mercati ricchi come quello giapponese, che nel primo trimestre dell’anno hanno evidenziato un balzo dell’1,3 per cento nel Pil, dimostra che il Made in Italy può vincere la sfida competitiva di paesi emergenti come la Cina, a patto che si investa sulle risorse tradizionali di cui si dispone.”

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