Il Grande Torino: Ora e per sempre

Era infatti il 4 maggio del 1949 quando la squadra di calcio del Torino, fino a quel momento vincitrice di 4 campionati italiani consecutivi e prossima a vincere il quinto, di ritorno dal Portogallo si schianta col proprio aereo sulla collina di Superga. Nell’incidente muoiono tutti i giocatori e quattro giornalisti al seguito: è l’inizio di una leggenda che sarà tramandata fino ai giorni nostri come la leggenda del “Grande Torino”. Giocatori come Valentino Mazzola, Gabetto, Loik, sono questi, tra gli altri, i nomi che vengono ricordati in tutto il mondo. Una celebre squadra argentina, il River Plate, da quel momento, per onorare la memoria di Mazzola e compagni, adotterà come seconda maglia quella dal colore granata, divisa ufficiale del Torino Calcio. Il Grande Torino era l’orgoglio di quella Italia che faticosamente stava risalendo la china dopo le distruzioni e i dolori provocati dalla Seconda Guerra Mondiale. Il luogo delle sue rappresentazioni era lo stadio Filadelfia. Il ricordo di quella grande squadra è affidato a Vincenzo Verdecchi e al suo film “Ora e per sempre”, scritto da Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante, con protagonisti Gioele Dix, Luciano Scarpa, Kasia Smutniak e Enrico Ciotti, con la partecipazione straordinaria per Giorgio Albertazzi. Non si tratta però di un documentario sulla vicenda, come sottolinea lo stesso regista, ma di una storia di fantasia per “raccontare il sentimento forte che accomuna ancora gli appassionati del Grande Torino”. Il film si svolge come “una catena d’incontri su due piani temporali, il 1949 e i nostri giorni”, racconta Verdecchi, al centro della storia c’è infatti Michael Satten, un distinto e anziano signore inglese, che giunge a Torino sul finire degli anni ’90. Il suo è però un ritorno nel capoluogo piemontese, dove era già stato nel periodo fra il 1946 ed il 1949 come funzionario della Federcalcio inglese. Tra ricordi ed emozioni di un tempo, la sua storia, ambientata tra la Torino di fine anni ’40 e gli anni ’90, si intreccia con quella di Valentino Motta, un brillante manager di una casa editrice, alla ricerca di una tromba particolare: la tromba che suonava la carica durante le partite del Grande Torino. Sarà proprio quella tromba, suonata allora dal ferroviere Oreste Bolmida allo stadio Filadelfia (storia vera), a ricollegare il passato con il presente. Il cuore “granata” che batteva e batte ancora negli appassionati del “Grande Torino” arriva al cinema con “Ora e per sempre”, il nuovo film di Vincenzo Verdecchi.

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