Il mistero dell’Abbazia di Carol

Questa volta il misterioso curato non c’entra, o meglio, ha un ruolo marginale. Nel loro nuovo libro, edito per i tipi di Sugarco, gli autori Roberto Volterri e Alessandro Piana, indagano una vicenda ancora più avvincente ed enigmatica dell’arcinota (e un po’ inflazionata) storia di Bérenger. Per la verità i fatti trattati in “Rennes-le-Chateau e il mistero dell’Abbazia di Carol“ si svolgono in un territorio non distante da Rennes-le-Château. Il villaggio di Baulou e l’abbazia di Carol, infatti, distano appena cinquanta chilometri da Rennes, in una zona ai piedi dei Pirenei e vicinissima a Montségur. Il lettore viene introdotto in due grotte artificiali realizzate da un prete, Louis de Coma, non meno enigmatico di Saunière, dove sono celate due suggestive sculture. Potrà “esplorare” i sepolcri violati di due congiunti di quello stranissimo abate che volle realizzare, nel deserto di una campagna sperduta nel sud della Francia, due imponenti edifici religiosi, quasi una vera e propria cattedrale, abbellendoli con fontane e suggestivi giochi d’acqua. Non manca, come nella vicenda parallela, una personalissima “Via Crucis” e delle statue dal simbolismo già incontrato: una suggestiva “Maddalena” e un Cristo nell’”Orto del Getsemani”. L’indagine incrocia una misteriosa contessa di Chambord (la stessa di Bérenger Saunière) che come nella storia “gemella” elargì a Louis de Coma una vera e propria fortuna per far costruire edifici religiosi ben poco rispettosi dell’ortodossia cattolica. Una storia complessa, anche alla luce dello strano epilogo dell’imponente abbazia fatta edificare con i 4000 franchi oro avuti dalla contessa, che nel 1956 fu fatta letteralmente esplodere. Cosa nascondeva in realtà l’abbazia? Quali strani segnacoli aveva introdotto l’abate Louis de Coma nell’edificio religioso? Perché la cattedrale, diversamente dalle altre costruzioni sacre orientate lungo l’asse est-ovest (dalla luce alle tenebre, dalla nascita alla morte) era posizionata secondo l’asse nord-est/sud-ovest? Tutte domande cui gli autori tentano, con questa accurata indagine, di dare una
interpretazione realistica. Il libro termina con un’Appendice dedicata ad una particolare sfaccettatura del mistero Rennes-le-Château: l’assassinio dell’abate Gélis e il mistero legato all’espressione “Viva Angelina” vergata su una carta per sigarette e rinvenuta in casa del povero curato in qualche modo coinvolto nelle private e misteriose vicende che fecero di Bérenger Saunière un uomo ricco e potente.

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