Il nuovo Codice etico dell’Ordine dei medici: cosa cambia.

Il nuovo Codice Deontologico dei medici italiani è stato presentato a Roma il 23 Maggio. Nei giorni precedenti era stato approvato con larghissima maggioranza, ma per la prima volta non all’unanimità, dal Consiglio Generale degli Ordini Provinciali. Il nuovo Codice modifica in parte il precedente del 2006 ed introduce alcuni argomenti ex novo.

La prima novità riguarda la sostituzione, sebbene parziale, del termine paziente, con quello di persona assistita, nell’ottica di un ampliamento del concetto di salute, non più legato solo alla cura della malattia, ma anche alla condizione di benessere complessivo dell’individuo. Già introdotto nel 2006 in modo sporadico, ora il concetto è usato alla luce della nuova idea di promozione della salute. Ci si rivolge al medico anche quando non si è malati, per stare meglio; in tutti questi casi il codice adotta il termine “persona assistita”, mentre il tradizionale “paziente” permane nei casi in cui ci si riferisce alla malattia.

Importanti questioni etiche costituiscono le sezioni nuove del Codice. Un capitolo è dedicato alla medicina potenziativa ed estetica, finalizzata, cioé, al potenziamento delle capacità psicofisiche dell’individuo. In questo ambito, il medico è tenuto ad attenersi ai principi di proporzionalità e di autodeterminazione della persona, prospettando sempre più di una soluzione ed evitando di alimentare false aspettative. Nuova è anche la materia della medicina militare, dove si pone l’obiettivo della massima umanizzazione degli interventi e si afferma il dovere, per il professionista, di denunciare le pratiche assimilabili alla tortura. Altro tema nuovo l’utilizzo delle tecnologie informatiche, che devono essere applicate nel rispetto dei diritti della persona, con appropriatezza, efficacia e sicurezza. Infine, la figura del medico viene chiamata a partecipare all’organizzazione sanitaria e a contribuire all’aumento della qualità dei servizi, sempre mantenendo la piena autonomia di giudizio.

Ancora a proposito di definizioni, sparisce la parola eutanasia, sostituita con l’espressione, ritenuta più appropriata, di atti finalizzati a provocare la morte.

Per ribadire l’attenzione al rapporto personale, basato sulla fiducia e sul reciproco rispetto, il codice sottolinea l’importanza del dialogo, parlando di alleanza tra medico ed assistito ed assimilando il tempo della comunicazione al tempo della cura.

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