Il partner? E’ uno di famiglia

Lo studio, condotto dal professor Anthony Little dell’Università di Liverpool (School of Biological Sciences), ha inoltre evidenziato come il cervello reagisca in modo diverso alla vista di volti maschili o femminili, a seconda del sesso di appartenenza. Per ottenere questi risultati, Little ed il suo team hanno esaminato le risposte delle oltre 200 persone coinvolte nell’esperimento. Nel test, ai soggetti è stato richiesto di scegliere i volti preferiti tra un vasto numero di fotografie modificate al computer, tra le quali si nascondevano alcuni tratti di volti a loro familiari. Alla fine della prova, i ricercatori hanno riscontrato che i volti preferiti erano spesso quelli con caratteristiche note e, in modo particolare, i visi di "conoscenti" di sesso opposto. Secondo Little, l’esperimento "dimostra che il cervello riesce a separare le immagini maschili da quelle femminili, reagendo in modo diverso a seconda del sesso e della familiarità". Sempre il ricercatore ha poi dichiarato: "Il sesso può diventare uno dei fattori determinante nella scelta di un viso rispetto ad un altro". Il prossimo obiettivo della ricerca sarà quello di trovare il motivo che induce il cervello a collegare l’attrazione alla familiarità. Tra le prime ipotesi di
Little c’è quella che indica come il ricordo di alcuni tratti particolari di un volto possano suggerire che una persona è "più sicura" o "più avvicinabile" rispetto ad altre. In entrambi i casi, si tratterebbe di caratteristiche "desiderabili". Lo studio si è svolto in collaborazione con l’University of St Andrews e l’University of Aberdeen (Scozia).

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