Il Phishing minaccia l’e-commerce

Definibile come una sorta di trojan, il phishing si avvale di finte pagine Web, simili in tutto e per tutto a quelle delle banche e degli operatori più famosi nel campo dell’e-commerce, per rubare i numeri di carta di credito e le password degli utenti che ne fanno uso. Uno stratagemma assai subdolo per uno spyware anomalo, poichè, suo malgrado, è proprio il soggetto truffato a fornire i propri dati. Una truffa in piena regola e che sta attraversando il suo momento di massima espansione, come confermato dai 1.422 episodi dello scorso giugno (erano solo 116 nel dicembre 2003). Una nuova insidia quindi, per i fruitori dell’e-commerce, che ora possono trovare un valido alleato nell’Anti-Phishing Working Group (Apwg), l’associazione americana che raccoglie oltre 400 operatori del mercato e-commerce U.S.A., tra i quali spiccano 8 delle 10 maggiori banche e 4 dei 5 siti più importanti. A farna le spese, a quanto emerge da una ricerca, sono state soprattutto Citibank ed Ebay, che nello scorso mese di giugno hanno registrato un totale di 755 casi, mentre per quanto riguarda gli operatori europei, sono 24 le segnalazioni fatte dai clienti della banca Lloyds TSB (Gran Bretagna). APWG ha sottolineato che il 27% dei siti che effettuano il phishing , attraverso l’hijacking dei brands degli operatori di e-commerce e e-banking, fa uso di servers americani e che il 94% delle pagine di questi siti ha la funzione di spyware. Un problema molto delicato e sfuggente, dato che le pagine hanno una durata di circa 2,25 giorni, ma che l’Anti-Phishing Working Group spera di poter contenere attraverso la segnalazione dei casi, da parte degli utenti, sul form del proprio sito.

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