Il risvolto eco della crisi economica. La vita e il portafoglio a impatto zero.

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Questa è la situazione presentata dalla Coldiretti in una recente analisi in occasione della diffusione del rapporto Bes (indicatore del consumo equo e sostenibile) Istat-Cnel : quasi un italiano su tre, indicativamente il 32 per cento, ha dichiarato di non potere più concedersi un pasto adeguato, in termini di apporto proteico, ogni due giorni.

Questo si traduce in un crollo di circa il 7 per cento nelle macellazioni di carne rossa: meglio la pasta, costa meno e sazia prima fanno presente i consumatori nel sondaggio online condotto su www.coldiretti.itallarmati anche dallo scandalo carne di cavallo.

La crisi ci fa attenti anche a come spendere i nostri ormai pochi euro.

Meno soldi, più Gas. Iniziare a ridurre i consumi significa anche spendere meglio ed è per questo che tra i 26 milioni di italiani che ogni giorno corrono alla ricerca dell’offerta migliore nei supermercati di quartiere, si fanno largo questi gruppi di acquisto solidale (Gas, appunto) che oggi coinvolgono abitualmente circa 2,7 milioni di consumatori, che scelgono produttori piccoli e locali  per fare la spesa per accorciare la filiera e tagliare i costi.

Risparmiamo noi e ci guadagnano la salute e l’ambiente, grazie alla scelta di prodotti meno lavorati e conservati, quindi più sani ,e alla riduzione dell’inquinamento derivante dalle industrie e dai trasporti.

E, a proposito di trasporti e prezzi vertiginosi del carburante, ecco che i consumatori del Bel Paese hanno sviluppato altre tendenze di risparmio eco-compatibile: fare la spesa o andare  a lavoro in gruppo dividendo le spese del carburante e riattivando rapporti di buon vicinato o di affetto familiare, riciclare abiti e magari barattarli, limitare i consumi elettrici in casa con piccole accortezze, come quelle che ci raccontano anche personaggi famosi come il giornalista Colin Beavan nel suo “Un anno a impatto zero” o la vj di Mtv Paola Maugeri nel libro edito da Mondadori.

Non che la crisi possa definirsi “buona”, certo, ma quantomeno è stata necessaria per farci trasformare le nostre abitudini e la nostra mentalità: dati i vantaggi riscontabili in termini salutistici ed economici, sarebbe meglio restare “formiche” anche quando i nostri portafogli ci permetteranno di essere “cicale”.

 

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