In 50 mettono alla prova il pillolo

La dottoressa Maria Cristina Meriggiola, ricercatore ed assistente presso l’Università di
Bologna, ha infatti illustrato alcuni dettagli sullo stato sperimentazione,
definita dalla stessa esperta "in fase avanzata". In Italia, al momento,
cinquanta soggetti stanno già sperimentando l’efficacia del contraccettivo
maschile. I volontari, studenti, impiegati e professionisti di età compresa tra
i 21 e i 45 anni, vengono "trattati" con iniezioni intramuscolo ogni otto settimane.
Infatti, nonostante continueremo a chiamarlo "pillolo", in realtà il futuro della contraccezione maschile è racchiuso in un piccolo
bastoncino. Il contraccettivo ormonale maschile sarà infatti simile ad un minuscolo fiammifero e conterrà il
progestinico, l’ormone che blocca la produzione di spermatozoi. Il "pillolo"
è costituito da una combinazione di due ormoni, un progestinico e l’ormone sessuale maschile
testosterone, ed è quindi molto simile alla pillola femminile, che è composta da un progestinico ed estrogeno. Il primo ormone sarà appunto contenuto in una sorta di
bastoncino: questo “fiammiferino” dovrà essere impiantato sotto pelle attraverso una semplice iniezione e
rilascerà per tre mesi il progestinico, sostanza destinata a bloccare la produzione di spermatozoi. Per rendere attivo il metodo contraccettivo verranno inoltre somministrate delle iniezioni del secondo ormone, il testosterone,
una procedura da ripetere con intervalli regolari. Il meccanismo che garantisce una protezione contraccettiva è l’induzione di un blocco reversibile della produzione di
spermatozoi, efficace a partire dalla sedicesima settimana dalla prima
somministrazione. La reversibilità del contraccettivo è completamente garantita
dal fatto che non sono danneggiate le cellule primitive da cui si originano gli spermatozoi. Queste cellule entrano invece in una fase di “sonno”, smettono cioè di moltiplicarsi e differenziarsi in spermatozoi. Secondo la dottoressa Meriggiola, la sperimentazione ha dato risultati estremamente soddisfacenti,
facendo registrare la soppressione della spermatogenesi (la produzione di
spermatozoi). Inoltre, al momento, non risultano effetti collaterali e non ci
sono ripercussioni sul profilo lipidico e sulla prostata. Come in Italia, anche
in Europa altri centri stanno effettuando la sperimentazione, con un
coinvolgimento di circa 350 uomini.

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