In chiesa l’aria è inquinata

L’incenso e il fumo delle candele presenti durante la cerimonia possono infatti rilasciare delle particelle altamente cancerogene, con valori di “PM10″ sino a 20 volte superiori ai limiti consentiti dall’Unione Europea. Gli scenziati hanno inoltre rilevato la presenza di elevati livelli di idrocarburi aromatici policiclici e di atomi di radicali liberi, noti in campo medico come attivatori di processi cancerogeni.

Theo de Kok, autore dello studio, ha osservato come “alla fine di una giornata con le candele accese, le esalazioni erano venti volte superiori a una strada cittadina trafficata”. I rischi sono quindi molto alti, aggiunge lo scienziato, la presenza di queste particelle infatti “rappresenta un pericolo per la salute dei polmoni e potrebbe causare l’insorgere di malattie respiratorie come l’enfisema e la bronchite”.

Ad essere più esposti alle sostanze sprigionate da incenso e candele sarebbero non tanto i fedeli, quanto i sacerdoti, i coristi e tutti coloro che passano molto tempo in chiesa. La soluzione proposta da De Kok sta nella ricerca di alternative all’uso di candele vere, con opzioni come la riduzione del numero o la sostituzione con candele finte, già in uso in molti luoghi di culto per la conservazione delle opere d’arte. Per il prossimo futuro, il medico olandese ha già in programma uno studio di verifica, per evidenziare se l’incidenza di malattie respiratorie e dei polmoni sia maggiore in coloro che frequentano i luoghi di culto, rispetto al resto della popolazione.

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