In Francia, sindacati ed editori d’accordo per la nuova tassa su smartphone e tablet

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Dopo l’accordo, senza precedenti, che gli editori francesi hanno siglato, lo scorso 22 febbraio, con Google, in base al quale la web company a “stelle e strisce” si impegnava a creare un fondo di 60 milioni di euro per finanziare i nuovi progetti tecnologici nell’ambito dell’editoria, oggi le organizzazioni sindacali che rappresentano la carta stampata d’Oltralpe,  hanno fatto sapere che intendono, al più presto, imporre al governo un provvedimento che fissi una nuova tassa sul prezzo di tablet e smartphone. Che verrebbero, così, a costare un po’ più cari.

I proventi che si genereranno da questa nuova imposta, per la quale si sono schierati a favore anche gli stessi editori, verrebbero destinati alla promozione e alla diffusione della digitalizzazione dell’industria culturale e, quindi, anche dell’informazione.
In linea con i contenuti del Rapporto Lescure, che di fatto, ha cancellato l’autorità Hadopi fortemente sostenuta dall’ex Presidente Nicolas Sarkosy, la stampa francese oggi ambisce ad una più equa distribuzione delle risorse, tra l’industria della cultura e i produttori di servizi, legati all’innovazione ed alla tecnologia.

Con la nuova tassa, sempre secondo i sindacati, si potrebbero riequilibrare i fondi previsti per la carta stampata, che usufruisce solo di una piccola parte dei corrispettivi previsti per l’intero comparto culturale.Apple, Google ed Amazan, i tre più grandi produttori di apparecchi mobili, non sono certamente entusiasti della possibilità che il prezzo di vendita dei loro dispositivi  venga maggiorato, sebbene si parli di un aumento contenuto tra l’1 e il 3%, perché, in un momento di contrazione di consumi come quello in cui stiamo vivendo,  temono un calo di richieste e di profitti.

Tuttavia, sia i sindacati che gli editori francesi sono convinti che, chi è disposto a sborsare dai 400 ai 700 euro pur di avere uno smartphone o un tablet, non farà poi tante storie se dovesse spendere qualche euro in più per uno scopo ben preciso, sul quale, però, l’utente ha tutto il diritto di essere consapevole attraverso una corretta informazione.

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