In Grecia i lavoratori si dovranno accontentare di stipendi da 250 euro?

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In Grecia la crisi economica è cominciata nel 2009. Quattro anni di impoverimento progressivo e continuo sono troppi e la popolazione si sente sempre più costretta a rinunciare a diritti faticosamente conquistati durante le lotte sindacali portate avanti dai lavoratori delle generazioni precedenti.

Le misure di austerità adottate dal governo greco per arginare la forte crescita del debito pubblico hanno messo in ginocchio soprattutto le piccole imprese. Numerose ditte infatti ogni giorno chiudono la serranda per sempre, gettando nella disperazione milioni di individui che fino a pochi anni prima appartenevano alla classe media ed oggi sono diventati talmente poveri da dover vendere i gioielli di famiglia per sopravvivere in qualche maniera.

I lavoratori a cui è stato ribassato il salario e i disoccupati sono scesi molte volte in piazza per protestare contro il governo e contro l’Unione Europea, ma ormai fra tutti si sta diffondendo la  rassegnazione, tanto che sempre più persone cominciano a dire: “Datemi un lavoro qualsiasi, anche a salario ribassato”. Ed ecco che spuntano fuori  i dirigenti di 11 multinazionali che durante una riunione con il Ministro dello sviluppo economico della Grecia hanno proposto, con l’appoggio del Fondo Monetario Internazionale, della troika e del governo tedesco, modifiche sostanziali al Diritto del lavoro greco che a loro dire potrebbero incrementare gli investimenti economici nel Paese

La situazione attuale è di un salario minimo a 586 euro mensili (510 euro per i giovani al di sotto dei 25 anni), a fronte di un tasso di disoccupazione che continua a salire ed è ora attestao al 27%(tra i giovani al 60%). Secondo i dirigenti di 8 delle 11 multinazionali che hanno partecipato alla riunione, la situazione può migliorare soltanto occupando i giovani a poco prezzo, eliminando la soglia di salario minimo o  abbassandola a 250-300-euro mensili, offrendo lavoro part time per 3-4 giorni la settimana, senza ferie pagate e con risarcimento quasi nullo in caso di licenziamento.

Non diremo qui quali sono le multinazionali implicate in questa discussione, anche perché, da quando questa notizia si è diffusa, le proteste anche all’interno delle stesse aziende sono state tali da far temere ai vertici pericolosi boicottaggi. Esperti di Scienza delle Finanze prevedono che quest’anno lo sviluppo della  Grecia veda un incremento dell’1%, il che fa sperare che non sia necessario calpestare diritti dei lavoratori tanto faticosamente conquistati per traghettare il Paese verso una nuova fase di stabilità economica.

 

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