In Italia, la frutta e la verdura sono sicure

Il Rapporto 2005 sui residui dei prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale, presentato a Roma dal sottosegretario Gian Paolo Patta, ha evidenziato che solo l’1,7% dei 3443 campioni di frutta e l’1,1% dei 2887campioni di ortaggi analizzati per la ricerca di antiparassitari hanno fatto rilevare residui di antiparassitari superiori ai limiti previsti dalle disposizioni nazionali e comunitarie. Si tratta di valori ben più bassi della media europea, pari al 5%. Per quel che riguarda i campioni risultati regolari, il 47,3% della frutta ed il 15,4% degli ortaggi hanno presentato tracce di residui al di sotto dei limiti di legge, in quantità tali da non incidere sulla sicurezza del prodotto stesso e del consumatore.Secondo il Ministero, si può pertanto affermare che il 98,3% dei campioni di frutta e il 98,9% dei campioni di ortaggi monitorati sono risultati a norma per il contenuto di residui di antiparassitari, non rappresentando quindi alcun rischio per la salute dei consumatori. Nel dettaglio, i prodotti risultati "più contaminati" sono ciliegie, fragole, mele, sedano, bietole e lattuga, mentre il primato opposto spetta a clementine, albicocche, pomodori, fagioli e cipolle. Dalle analisi riguardanti i prodotti di origine animale, anche qui la situazione non sembra destare preoccupazione.

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