In manette i Robin Hood del web

O, più precisamente, rubare il software
prodotto dai (ricchi) colossi informatici, per poi distribuirlo gratuitamente ai
(poveri) utenti della grande rete. La banda, fermata dopo anni di indagini
condotte a livello mondiale, era composta di quattro hacker britannici e
rappresentava  una colonna portante della rete internazionale DrinkorDie.com,
una delle più attive organizzazioni operanti nel settore della pirateria
informatica. Per i quattro, che toglievano le protezioni da software originali
precedentemente acquistati con carte di credito clonate, l’accusa è piuttosto
pesante e il rischio è di passare in carcere da 18 a 30 mesi. Le applicazioni,
una volta “sbloccate”, venivano poi ridistribuite su Internet,
permettendo agli utenti di scaricarle in forma totalmente gratuita, grazie,
sopratutto, ai network peer-to-peer. Al gruppo, composto da insospettabili
“individui tristi” (così li definiscono gli inquirenti), si stava
dando la caccia da tempo. Una delle “missioni” più clamorose portate
a termine dalla banda era stata infatti quella di mettere sul web il sistema
operativo Windows 95 ben due settimane prima della sua uscita ufficiale nei
negozi. E proprio un inferocito Bill Gates, presidente della Microsoft, sarebbe
stato unp dei personaggi più impegnati  nella crociata appena conclusasi
contro i “Robin Hood” del nuovo millennio.

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