In mostra il Papiro di Artemidoro

I visitatori potranno ammirare, oltre ad un’ampia porzione di un testo perduto del geografo Artemidoro di Efeso, anche tre diversi strati di immagini: la più antica carta geografica di età classica ad oggi nota, un repertorio di animali reali e fantastici, e infine un taccuino con disegni di figura. Curioso scoprire la tormentata storia del papiro, divenuto ad un certo punto materiale da macero, e con altri documenti (una ventina di lettere, in parte collegate all’amministrazione romana dell’Egitto) entrato a far parte del cartonnage di una mummia. Curata dal Professor Claudio Gallazzi e dal Professor Salvatore Settis, la mostra di Palazzo Bricherasio si ripromette di illustrare il Papiro di Artemidoro nei suoi vari aspetti, ricreando intorno ad esso un contesto di saperi, di volti e di culture che ne spieghi l’origine e al tempo stesso ne mostri il vivo interesse nell’orizzonte culturale a noi contemporaneo. Il vero protagonista della manifestazione sarà naturalmente il papiro stesso, accompagnato per l’occasione da accuratissimi disegni che ne favoriranno la lettura consentendo anche l’integrazione di alcune parti mancanti, ricostruite grazie all’impronta che l’inchiostro ha lasciato quando il papiro era arrotolato. Tutto il resto ruoterà intorno al Papiro e ne consentirà una conoscenza ricca e stimolante, snodandosi lungo un percorso sequenziale attentamente progettato. Risulteranno così ancor più chiare, alla fine della vsitia, l’assoluta unicità del Papiro di Artemidoro e le ragioni della sua straordinaria importanza. Saranno esposti in mostra reperti di una trentina di musei; ma prevalente sarà l’apporto delle collezioni del Museo Egizio di Torino, dimostrando anche per tal via la sua ricchezza, importanza e varietà.

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