In nome dell’amore: il ritorno di Melissa P.

Nelle librerie dal 14 aprile, "In nome dell’amore", tocca temi che vanno dalla condizione della donna al sesso, passando per argomenti scottanti ed attuali come l’omosessualità, l’aborto e le coppie di fatto. Il libro si propone quindi come uno come spunto di dialogo tra la generazione di Melissa e la Chiesa, accusata di tentare di intervenire "in modo pesante" su tematiche "che investono direttamente le scelte di vita". L’idea di scrivere questa lettera prende spunto da alcuni post pubblicati dalla stessa Melissa Panarello nel suo frequentatissimo blog personale. Emergono così tutti "i dubbi di una ventenne di oggi sull’ingerenza della Chiesa nella morale privata". "Questo libro nasce dalla rabbia – afferma Melissa Panarello – Una rabbia nata circa un anno fa, quando la morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Benedetto XVI hanno accentuato un fondamentalismo religioso che credevo esistesse solo nei libri di storia. Credevo che mai nella vita mi sarei ritrovata a dover combattere per i miei diritti di donna e di persona. Mi sbagliavo". Presentato nella sede romana del partito La Rosa nel Pugno, per stessa ammissione della scrittrice, il libro non vuol essere un’accusa, piuttosto "un’autodifesa". "Ho cercato di scrivere un libro che fosse un inno all’amore terreno – spiega Melissa – l’unica cosa che conta davvero".

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