In paradiso per bere il caffe’

Sì perché se un bimbo è convinto che in paradiso ci
si vada per gustare un buon caffè, la colpa è sicuramente del celebre spot che
vede come protagonista la coppia Bonolis-Laurenti. Il dato, alquanto
preoccupante, emerge da una ricerca curata da quattro università italiane, le
facoltà di Scienze della Formazione di Bolzano, Bologna e Urbino e quella di Lettere e Filosofia
dell’università di Foggia. In ognuno dei quattro atenei è stato infatti creato
un laboratorio di osservazione sul rapporto tra bambini e televisione. Allo
sviluppo del progetto sta lavorando anche Filippo Porcelli, che, grazie
all’esperienza maturata con “Blob”, ha sicuramente acquisito una
“certa professionalità” nel monitorare i programmi proposti dalla Tv
italiana. Lo stesso Porcelli interverrà, insieme Sergio Cofferati, Barbara
Scaramucci e ad altre figure collegate al mondo della Tv per ragazzi, alla giornata
inaugurale del convegno nazionale “Infanzie e nuovi scenari Tv. 50+1 Il cinquantennio della
Rai”. L’evento si presenta come punto di osservazione privilegiato sul
mondo della programmazione per bambini e si propone di dare la pagella ai primi
50 anni della televisione italiana. “Quello dei pedagogisti è un grido d’allarme come l’urlo di Munch,
perché  l’infanzia è considerata oggetto di mercificazione, puro strumento di politiche commerciali, vittima di un unico flusso televisivo che mescola spot e programmi ‘surgelati’ acquistati all’estero al minor costo
possibile”, ha commentato il prof. Franco Frabboni, preside della facoltà di
Scienze della Formazione di Bologna.
Lo
stesso professore esamina con preoccupazione alcuni dati di una ricerca condotta
sulle pubblicità della fascia pomeridiana. In media, un bambino che guarda la
televisione due ore al giorno per un anno, subisce ben 35.000 spot su Italia1,
contro  i 3.000 di Rai Tre. Ovviamente, lo scopo più immediato del
progetto è quello di sensibilizzare, ancor prima dei media, gli stessi
genitori. “I ragazzi sono esposti a radiazioni di mercato che lasciano segni
tumorali – conclude il prof. Frabboni – l’antidoto è farsi raccontare quello che hanno visto e scherzarci su:
è un modo per eliminare le scorie”.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Attualità > In paradiso per bere il caffe’