In pericolo anche chi fuma poco

Per giungere a tali conclusioni, Bjartveit ed il suo team di ricercatori hanno tenuto sotto stretto controllo lo stato di salute e le abitudini legate al fumo di 43mila persone (uomini e donne) per circa trent’anni. Dagli anni ’70 fino al 2002, gli scienziati hanno tracciato il profilo medico dei circa 43mila individui coinvolti nella ricerca, dopo averli sottoposti a controlli iniziali sullo stato di salute del loro cuore. Il Dr. Aage Tverdal, uno dei collaboratori di Bjartveit, ha dichiarato: “In entrambi i sessi, fumare da una a quattro sigarette al giorno era associato ad un significativo innalzamento del rischio di morire per cardiopatia ischemica e per altre cause, e di cancro polmonare per le donne". Anche i "fumatori leggeri" sono quindi in serio pericolo. Secondo i medici norvegesi, infatti, fumare da una a quattro sigarette al giorno espone l’uomo a tre volte il rischio di contrarre malattie cardiache, mentre per la donna il pericolo è addirittura quintuplicato rispetto a chi non fuma. La ricerca di Kjell Bjartveit e del suo team rinnova la questione del "fumo leggero". Fino ad oggi, infatti, molti ricercatori sostenevano che il rischio di morte per cause cardiovascolari era simile per i non fumatori e per coloro che fumano meno di 10 sigarette al giorno.

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