Ingegneri Ancona: Raffaele Solustri

Presidente Solustri, il vostro Ordine è stato guidato per molti anni dall’ing. Paolo
Beer, una figura carismatica e di riferimento, come raccoglie la sua eredità?

"Innanzitutto ricordo che l’ing. Beer è stato rieletto ed è consigliere
dell’Ordine anche per il quadriennio 2005-2009, ma certamente per la competenza,
la saggezza, l’equilibrio con il quale ha guidato con impegno e determinazione
l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona per la nuova dirigenza è e
resta un punto di riferimento e gli saremo sempre grati per quanto ha fatto in
questi anni e continuerà a fare".

Momento di snodo per l’istituzione ordinistica con importanti novità
normative: come intendete affrontarle?

Il problema principale che l"Ordine si trova oggi a dovere affrontare è quello
legato alla propria identità. Non è infatti più immaginabile che, nel clima di
trasformazione radicale dei mercati e dei comportamenti, l’Ordine possa
conservare i rigidi requisiti che gli sono stati attribuiti negli anni ’20 dello
scorso secolo e cioè quello di mera tenuta dell’albo e di magistratura di
secondo livello con giurisdizione su affari di natura deontologica. In campo
professionale si è assistito negli ultimi anni ad una tendenza contraria alla
deregolamentazione che pervade altri settori: un sempre crescente numero di
leggi nazionali e regionali hanno enormemente aumentato gli adempimenti di
carattere tecnico e amministrativo a cui l’ingegnere deve far fronte e ciò
richiede un continuo aggiornamento professionale e anche un’istruzione
permanente. Spetta dunque all’Ordine il compito di garantire da una parte il
completamento della formazione professionale dei nuovi laureti attraverso la
preparazione di tirocini e dall’altra la formazione continua post-lauream
attraverso l’organizzazione di corsi di aggiornamento e di istruzione. Ma spetta
pure all’Ordine la strenua difesa del carattere intellettuale del lavoro
dell’ingegnere e, conseguentemente, la resistenza contro il tentativo di
abolizione dei minimi tariffari."

Nonostante le difficoltà per la categoria sono sempre tantissimi gli iscritti
ogni anno ai vari corsi di laurea in Ingegneria: come si può affrontare la
questione?

Il sempre crescente numero dei laureati in ingegneria e le problematiche
occupazionali che ne conseguono devono impegnare sia l’Ordine sia l’Università,
ciascuno nel proprio campo d’azione, in uno sforzo comune di programmazione, di
pianificazione delle risorse umane e, anche, di tutela della dignità
dell’Ingegnere in senso lato. Ciò naturalmente richiede da parte dell’Ordine un
ripensamento sul suo ruolo e sulle sue funzioni e da parte dell’Università una
seria riflessione sui contenuti e sui percorsi formativi da una parte e sulle
modalità di accesso agli studi di Ingegneria dall’altra. Nel rispetto del ruolo
dell’Università nella formazione e di quello dell’Ordine nella verifica dei
requisiti professionali, una seria riflessione andrebbe urgentemente fatta sul
significato dell’esame di stato così come attualmente viene concepito e svolto.
Un passo indietro dell’Università nell’organizzazione e nella gestione
dell’attività abilitativa potrebbe risultare benefico e sarebbe anzi auspicabile
considerato che, con la riforma introdotta dal DPR 328, possono accedere
all’albo degli Ingegneri anche laureati in altre discipline che abbiano però
superato l’esame di stato per gli ingegneri."

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Ingegneri Ancona: Raffaele Solustri