Intel, Google e il consorzio per il PC verde

Per comprendere quanto si possa e si debba fare per un approccio più "verde" alla tecnologia, è sufficiente pensare che un comune PC disperde fino alla metà dell’energia che utilizza, mentre i server, per i quali l’attenzione ai consumi è decisamente più rilevante, lo spreco si aggira comunque intorno al 30%. L’unica soluzione possibile è evidentemente quella di migliorare l’efficienza di queste apparecchiature e finalmente i più grandi produttori del settore sembrano realmente interessati a fissare obiettivi chiari ed efficaci.

Ecco quindi che il consorzio "Climate Savers Computing Iniziative" si impegna a mettere sul mercato, entro i prossimi tre anni, PC più efficienti del 90% rispetti a quelli attualmente commercializzati. In questo modo, la riduzione di CO2 su base annua supererebbe addirittura la soglia dei 50 milioni di tonnellate. Per la precisione si tratterebbe di 54 milioni di tonnellate – pari a 11 milioni di autovetture -, ovvero di un risparmio energetico pari ai 5,5 miliardi di dollari.

Va infine segnalato che oltre all’aspetto produttivo verranno anche curato un aspetto informativo rivolto ai singoli utenti, che sul sito www.climatesaverscomputing.org potranno ad esempio scoprire come ridurre, fino al 60%, i consumi energetici dei computer attualmente utilizzati.

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