Internet al lavoro: controllo sì, spionaggio no

Utilizzando un software gratuito, chiamato Squid, l’azienda aveva registrato tutti i movimenti Internet del dipendente per un periodo di nove mesi. Al termine "dell’indagine", la stessa azienda aveva poi utilizzato l’archivio delle attività online del dipendente per prendere provvedimenti disciplinari.Secondo il Garante, si tratta di un’operazione illecita da parte dell’azienda, in quanto Squid memorizza e salva i dati della navigazione in violazione dell’art.4 comma 1 dello Statuto dei Lavoratori e delle direttive dettate dallo stesso Garante nel 2007 con le "Linee guida per posta elettronica e Internet".Alle aziende viene dunque riconosciuto il monitoraggio, se motivato, delle attività Internet dei dipendenti, ma con modalità molto meno "da spionaggio" rispetto a quelle adottate dall’azienda coinvolta in quest’ultimo caso.

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