Istanbul: modernità e tradizione

Si va da libri antichi e mappe e stampe ad oggetti di rame, dall’alabastro agli splendidi antichi gioielli turchi, dalle pipe fatte con la schiuma di mare (questo materiale poroso che i fumatori conoscono bene in grado di conferire al tabacco un sapore dolce e fresco) all’artigianato. Certo ci sono più negozi di tappeti che taxi in questa splendida città e questo la dice lunga sul da farsi. Da non perdersi l’affascinante Bazar egiziano o delle spezie, coloratissimo ed esotico proprio davanti al ponte di Galata.Una giornata intera merita Topkapi, uno dei più celebri musei del mondo. Questo complesso d’edifici è unico e di una ricchezza ineguagliabile.
Si visita l’Harem per capire la vita in gabbia di mogli, concubine, figli, schiavi, eunuchi: tutti di proprietà del sultano. Le cucine del palazzo con la sua collezione di ceramiche cinesi. Il Dormitori delle Truppe con l’altrettanto ricca collezione d’abiti imperiali, caffettani e uniformi. Le stanze del Tesoro ricolme di oggetti in oro, smeraldi, perle, argento, rubini, diamanti. Favoloso il Diamante del Fabbricante di Cucchiai, una pietra di 86 carati montata in una cornice di diamanti più piccoli. Riposarsi su una delle terrazze con vista sul Bosforo regala un panorama unico. La purezza della luce risplende per l’intera città. Per questa notte abbandono la calma e la pace di Sultanhahmet, per dirigermi verso Taksim Square.
Qui si riversa la sera tutta Istanbul. Giovani che vogliono divertirsi nei locali e nelle discoteche della zona. Famiglie in cerca di un buon ristorante per la cena. Negozi dal sapore più occidentale che orientale. E poi cinema, ristoranti, bistrot. E’ bello semplicemente passeggiare e lasciarsi trasportare da questo corteo di persone. E questo mix è incredibile. Un incrocio di est e ovest, di modernità e tradizione. Alcune ragazze con il velo sorseggiano una Coca-cola in uno dei tavolini all’aperto del Mc Donalds. Ragazzi punk che gustano tabacco speziato dalla tradizionale pipa ad acqua. Il semplice osservare la vita che scorre attorno è di per sé un divertimento. La simpatia e la disponibilità dei turchi sono proverbiali. Accetto l’invito e aspiro da un narghilè di un bar insieme a dei nuovi amici. Tornando in albergo la notte avvolge la città. Dai finestrini del taxi oltre il ponte di Galata scorgo l’immensa Moschea di Solimano. Illuminata sembra una grande luna in un cielo scuro. Migliaia di uccelli volteggiano attorno alla sua cupola immensa e ai suoi minareti. E quella vista m’ammalia riempiendomi il cuore. Anche se domani è giunto il momento di partire, questa città ormai mi appartiene. E io appartengo a lei.Andrea Lanari

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