Istat: gli italiani desiderano più figli

Prendendo in esame un campione di oltre 19 mila famiglie (circa 49 mila individui), l’istituto di statistica ha infatti scoperto che, in Italia, il matrimonio non è superato (53,9%), ma la convivenza è ormai accettata socialmente (58,7%). Per quel che riguarda il divorzio, questo risulta largamente accettato, anche in presenza di figli, come scioglimento di una unione coniugale infelice (71,1% donne e 66,2% uomini), ma altrettanto non avviene per l’affidamento dei figli alla madre (d’accordo solo il 38% delle donne ed il 28,8% degli uomini). Dall’indagine Istat emerge poi che l’essere casalinga non consente alla donna di realizzarsi quanto un lavoro retribuito. Solo il 22,7% delle intervistate ritiene infatti che il lavoro domestico dia ad una donna la stessa soddisfazione di un impiego pagato.Tra i dati più interessanti, segnaliamo poi che sempre più spesso ad una scarsa tranquillità per la situazione economica corrisponde una scarsa fiducia negli altri e che l’età "giusta" dei giovani per uscire dalla famiglia è di 25 anni. In Italia, inoltre, dove da diversi anni si osserva una prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine, solo il 17,9% è d’accordo con l’affermazione che al compimento della maggiore età si debba lasciare la casa dei genitori. Infine, degno di nota è il fatto che per gli italiani il numero di figli desiderato è spesso maggiore del numero di figli avuti. Se in Italia da diversi anni la fecondità media rimane tra le più basse al mondo (1,3 figli per donna), il numero medio di figli desiderato è infatti pari a 2,1. In molti casi ciò avviene perchè si ritiene che l’arrivo di un figlio possa peggiorare la situazione economica e quella lavorativa delle donne.

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