Italia, il digitale è di casa

Tali dati dimostrano un processo costante di digitalizzazione che, se preso in esame, identifica un graduale passaggio ai nuovi media, relegando ad un futuro pressoché marginale i media tradizionali. Impietoso è il confronto tra il 1995 ed il 2004, nel 1995 infatti la spesa delle famiglie per le allora innovative piattaforme digitali era circa il 66% della spesa totale per televisione e quotidiani, mentre nel 2004 il digitale è passato a 22.320 milioni di euro, pari a circa 2,5 volte la spesa per la Tv ed i quotidiani, con 9.800 milioni di euro (tutti i dati sono comprensivi della spesa per la pubblicità). A giocare un ruolo importante nella diffusione delle nuove tecnologie è il settore della telefonia mobile, secondo l’Eurispes è questa la spesa maggiore per le famiglie italiane, con 11.520 milioni di euro spesi nel 2004 ( +37% rispetto al 1995), seguita a distanza dai 5.700 milioni di euro investiti per le piattaforme informatiche ed i 5.100 per l’intrattenimento digitale. Un altro settore tecnologico in espansione è quello legato ai computer e a Internet, anche se per quest’ultimo l’Italia denuncia un forte ritardo rispetto al resto del mondo: i navigatori del Web sono infatti passati dagli 11.927.701 del 2001 ai 14.036.462 del 2003. Per quanto riguarda i computer, circa un italiano su tre dispone di un Pc domestico, da dove però accede a Internet solo il 18%, una percentuale che sale al 20% per le connessioni fatte all’esterno, negli Internet Point, Internet Cafè e simili. Da segnalare, inoltre, che le zone servite dalla banda larga, la famosa Adsl, sono quelle dove l’utilizzo di Internet è più diffuso.

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