Italia: iniziata la guerra alle slot machines

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Il grande aumento del gioco d’azzardo in Italia è sicuramente una causa diretta del proliferare di sale da gioco, dimora delle  tanto odiate slot machines. Non solo, da qualche tempo, è possibile giocare persino online, su piattaforme che già ospitano le scommesse sportive e i casinò. Purtroppo, sono sempre più i giovanissimi che tentano la fortuna inserendo il classico “euro”, per poi rimanere schiavi del gioco; per questo motivo, in tutta Italia, Amministrazioni comunali e associazioni varie stanno varando dei provvedimenti anti-slot.

La nuova frontiera del gioco d’azzardo: le slot online

E’ tutto molto semplice: basta registrarsi a una di queste piattaforme, magari inserendo i dati di un genitore qualora si fosse minorenni, e il gioco è fatto; immediatamente saremo proiettati in un mondo fatto di rulli che girano, di combinazioni magiche e di fantasmagorici jackpot da migliaia di euro: un mondo virtuale dove però ci si rovina realmente. Il pericolo principale di giocare online è quello di non rendersi conto della rovina a cui si sta andando incontro: se quando si gioca in un bar prima o poi le monete che si hanno in mano finiscono, nel mondo virtuale non è così; si possono spendere centinaia di euro in pochi minuti senza nemmeno accorgersi.

Da tutta Italia arrivano i provvedimenti anti-slot

 Per combattere quella che è diventata a tutti gli effetti una piaga del nostro paese, diversi Comuni hanno preso provvedimenti, per impedire, per esempio, che le sale slots vengano aperte troppo vicino alle scuole. E’ quello che è successo a Borgarello, in provincia di Pavia, dove il Sindaco ha deciso di aderire al “manifesto dei sindaci contro il gioco d’azzardo” per chiedere un aiuto concreto da parte della Regione. Il Pirellone, lo scorso aprile, aveva infatti annunciato sgravi fiscali per i locali che avrebbero rinunciato alle slots; tuttavia, anche la Regione ha le mani legate: la regolamentazione del gioco lecito è infatti di pertinenza statale. Persino le Amministrazioni che han tentato di regolamentare gli orari di apertura e chiusura e la vicinanza a centri di aggregazione frequentati da giovanissimi e anziani si son viste respinti i loro interventi dal Tar. Dunque, mentre si attende l’intervento statale, non si può far altro che affidarsi alle campagne promosse dalle varie realtà locali: L’Eco di Bergamo, il quotidiano più diffuso di Bergamo e provincia, qualche mese fa ha lanciato la campagna “no slot” che premia i locali senza slots con un adesivo da apporre orgogliosamente sulla vetrina del locale. Non sarà molto, ma in circa 5 mesi, sono già 344 i bar che hanno aderito a questa campagna, scegliendo quindi di evitare la rovina dei propri clienti.

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