Italia: meno grassi a tavola

A ridursi nell’ultimo quinquennio è invece il consumo di burro (-11%) e quello di tutte le diverse tipologie di oli di semi come, sottolinea la Coldiretti, quello di girasole (-7%), arachide (-8%) e semi vari (-16%), ma il calo è più marcato per quello di mais (-21%) e soia (- 43%) dove, se non adeguatamente etichettati, maggiori sono i rischi della presenza di prodotti provenienti dall’estero e derivati da Ogm. Sempre la Coldiretti evidenzia l’inversione di tendenza rispetto al 2000, quando erano proprio gli oli di semi i più consumati dalle famiglie italiane, mentre nel 2004 il primato è stato conquistato dall’extravergine che rappresenta in quantità il 37% dei consumi domestici complessivi di oli e grassi, seguito dagli oli di semi (33%). La tendenza in atto mette in evidenza una crescente attenzione degli italiani alla propria dieta e agli effetti sulla salute che si traduce – sottolinea la Coldiretti – in scelte di acquisto che privilegiano un condimento, come l’extravergine, per il quale esistono ripetuti positivi riscontri medici. Per la Coldiretti la testimonianza arriva dal fatto che per la prima volta la massima Autorità Alimentare Statunitense ha riconosciuto le proprietà terapeutiche dell’extravergine di oliva nella prevenzione delle malattie del cuore, invitando i produttori a indicarle chiaramente in etichetta. Una delibera della Food and Drug Administration (Fda) statunitense autorizza infatti – spiega la Coldiretti – ad indicare sulle etichette dei contenitori di olio extravergine in vendita la sollecitazione a “mangiare due cucchiai (circa 23 grammi) d’olio d’oliva al giorno può ridurre il rischio di danni coronarici" e invita a usare l’extravergine per sostituire i grassi saturi abitualmente consumati. Secondo le rilevazioni di Coldiretti, in Italia i maggiori consumatori di olio di oliva sono gli abitanti del sud che nel 2004 ne hanno acquistato il 34% del totale, seguiti dagli abitanti del centro (24%), da quelli del Nord Ovest (22%) e del Nord Est (17%). A differenza – prosegue la Coldiretti – quasi i due terzi del consumo totale di burro avviene nell’Italia settentrionale, il 21% nel centro Italia e solo il 17% nel sud. La spesa familiare complessiva per l’acquisto domestico di oli e grassi è stata pari – sostiene la Coldiretti – a 1,88 miliardi di euro ed è destinata per la maggior parte all’acquisto di olio di oliva (1,36 miliardi di euro) mentre quote limitate sono assorbite dal burro per 236 milioni di euro, dagli oli di semi per 213 milioni e dalla margarina per 28 milioni. In conclusione, la Coldiretti evidenzia come l’Italia sia il secondo produttore europeo di olio di oliva, con circa 250 milioni di piante per una produzione nazionale media di circa 500.000 tonnellate e 35 extravergini riconosciuti dall’Unione Europea.

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