Italia: nuovi e vecchi problemi per il caldo

Secondo il direttore generale di Legambiente, in Europa dovremmo essere i più pronti e reattivi nello sforzo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Anche in Italia, occorre dunque promuovere l’efficienza energetica e spingere le energie pulite. Dai dati forniti da Legambiente, emerge che negli ultimi vent’anni le temperature medie in Italia sono cresciute di 0,4 gradi al Nord e di 0,7 al Sud. Di particolare rilievo, inoltre, il fatto che nell’estate del 2003, per la prima volta a memoria di statistiche meteorologiche, le temperature medie estive misurate nella stazione di Pisa hanno eguagliato o superato quelle delle stazioni collocate lungo la sponda sud del Mediterraneo. Un dato che va di pari passo con l’arrivo di nuove malattie ed il riapparire di alcune che sembravano invece debellate, così come è emergenza per quel che riguarda alluvioni e siccità, con oltre sei grandi alluvioni autunnali negli ultimi 60 anni ed ocirca 10 milioni di ettari di territorio (pari ad un terzo) a rischio desertificazione.Rilevante anche il fatto che, ormai, il 20% delle specie di pesci presenti nel Mediterraneo è "importata": con il riscaldamento delle acque, sono arrivate diverse nuove specie dal Mar Rosso, come il Pesce flauto e il Siganus luridus, mentre si registra anche uno spostamento verso nord degli areali di diffusione di specie indigene. Ad un anno dall’inizio della fase attuativa di Kyoto (che prende il via il primo gennaio del 2008), l’Italia deve quindi rimboccarsi le maniche e recuperare il tempo perso. Il nostro Paese deve, infatti, abbattere non più il 6,5 ma il 18,7% dell’inquinamento prodotto nel 1990.

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