Italia, tra bisturi e obesità

E’ quanto emerge dal quadro redatto dalla Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità (Sicob), diffuso nei giorni scorsi in occasione del congresso nazionale di Pascasseroli, in Abruzzo. Gli esperti hanno sottolineato come sempre più persone vogliono affidarsi al bisturi per risolvere problemi di peso. Sarebbero 5.000 gli interventi richiesti per il 2005, con una maggioranza di donne quarantenni e uomini over 50. Un dato impressionante, sopratutto se paragonato ai 3.000 interventi del 2003 e gli 11.923 totali dal 1996 a oggi. Particolare attenzione è stata poi dedicata all’impatto sociale dell’obesità. Chi ne soffre spesso rischia di cadere in depressione, di smettere di lavorare o di avere forti problemi di socializzazione. Persino una poltrona troppo stretta in treno o in aereo può rappresentare un forte limite alle normali attività di un individuo. Tornando al rapporto tra uomini e donne, la Sicob afferma che se nei giovani non si riscontrano differenze importanti, andando avanti con l’età (oltre i 60 anni) la percentuale di donne obese sale invece all’80% del totale. Per il sesso femminile, l’identikit di chi si rivolge al chirurgo vede donne intorno ai 40 anni, madri di due figli, depresse e che non hanno avuto risultati dal alcun tipo di dieta. L’uomo ha invece superato i 50, è anche lui depresso e ha difficili rapporti sociali per colpa dell’obesità. Differenze si notano anche nelle classi sociali di appartenenza. Se la donna che arriva al bisturi ha un titolo di studio non elevato e condizioni economiche medio-basse, l’uomo, invece, è un professionista, con titolo di studio medio-alto e buone condizioni finanziarie.

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