Italiani alla riscoperta del Belpaese

I quattro mesi della stagione turistica, analizzati da Fipe-Confcommercio con un consuntivo relativo a giugno-luglio e una previsione per i mesi di agosto e settembre, forniscono un quadro positivo per la stagione 2006. A rivelarlo è il parere raccolto dagli operatori sul territorio: un campione di 260 imprese fra ristoranti, bar, gelaterie, discoteche, stabilimenti balneari, rifugi alpini, parchi a tema e centri benessere nelle aree più importanti e rappresentative del Paese. Per il 46,3% degli esercenti, gli affari nei primi due mesi della stagione sono andati meglio dello scorso anno e ancora meglio andranno ad agosto e settembre. Solo per un 20,4% degli esercenti, durante i quattro mesi si guadagnerà meno; lo scorso anno, invece la percentuale dei pessimisti aveva toccato quota 37,2.Durante tutta l’estate dovrebbero arrivare 860mila turisti in più che, in base a una durata media di soggiorno, totalizzeranno 4 milioni di presenze aggiuntive: un segmento in grado di generare da solo un giro d’affari da 300 milioni di euro. Complessivamente, nel quadrimestre giugno-settembre, a prescindere dalla modalità di vacanza scelta dai turisti il loro numero moltiplicato per i giorni di permanenza, farà ammontare a 500 milioni le presenze. I mesi preferiti rimangono in ogni caso luglio e agosto.Lino Stoppani, presidente di Fipe, ha dichiarato: "L’aumento degli italiani in vacanza, con un trend positivo del settore, segnala una ripresa economica in atto. Gli operatori turistici hanno investito sulla qualità dell’offerta, adattandola alle esigenze in continua evoluzione della clientela. Tutto ciò unito ad una maggiore attenzione alla politica dei prezzi ha portato ad un recupero significativo di quote di mercato, come testimonia l’incremento delle destinazioni nazionali operata da molti italiani che in passato preferivano la convenienza di mete esotiche".A tal proposito, la spesa degli italiani per le vacanze rimane comunque ben calibrata, nonostante i prezzi siano rimasti invariati per il 73% degli esercenti; si preferisce risparmiare su alberghi, pensioni, bungalow scelti dal 37,3% delle persone rispetto alle abitazioni private preferite dal 62,7%. Il resto della spesa viene così destinato a divertimenti di vario genere, dai centri benessere alle gelaterie e stabilimenti balneari, ma si consuma anche in bar, ristoranti e pizzerie. Meno attraenti, invece, i rifugi alpini e le discoteche. In cima alle preferenze degli italiani c’è il mare, soprattutto il tratto di costa dall’alto adriatico alla riviera romagnola, e le città d’arte.

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