Italiani più attenti allo stile di vita

Come detto, però, anche in questo caso persistono differenze notevoli da regione a regione e, a fare da cartina al tornasole dello stato generale, sono le malattie cardiovascolari ed i tumori. Pietro Folino Gallo, segretario scientifico dell’Osservatorio, ha infatti evidenziato come la Basilicata rappresenti il top nello screening dei tumori, con il 100% delle donne nella fascia di età 50-69 anni nel programma di screening per il tumore della mammella, contro il circa 50% della media nazionale. Proprio la scarsa attenzione per la prevenzione rappresenta infatti un tasto dolente quanto diffuso, tanto che Walter Ricciardi, il direttore dell’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica e dell’Osservatorio, la giudica come il fattore che più di ogni altro determina la costante crescita della mortalità dovuta al cancro, insieme all’invecchiamento generale della popolazione. Dai dati dell’osservatorio 2005, il nostro paese risulta infatti tra quelli più vecchi al mondo, con i pluri-65enni che sono un quinto dell’intera popolazione. Addirittura, gli anziani superano la quota del 20% dei residenti nella maggior parte delle Regioni del Nord Est e del Centro Italia. L’altro lato della medaglia, indica però come gli italiani siano più attenti alla proprio salute e, a testimoniarlo, è l’aumento dell’aspettativa di vita, cresciuta di 2,1 anni dal 1998 al 2001 per gli uomini (76,5 anni) e di 1,6 (82,5 anni) per le donne. Per quel che riguarda la sanità italiana, il parere degli esperti sembra convergere verso un’unità d’intenti per "uniformare" il paese in fatto di prevenzione, assistenza e spesa pubblica. Il compito più difficile, ma anche necessario, spetta alle regioni.

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