Italiani tecnostressati: serve work-life bilance

I risultati di questo primo campione di ricerca sono contenuti nel libro "Tecnostress in azienda", scritto dal giornalista Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza. "L’imprenditore moderno deve poter considerare i nuovi rischi che intervengono nel progetto d’impresa – ha dichiarato Di Frenna -. I cambiamenti climatici, per esempio, sono già stati ampiamente presi in considerazione da molte società a carattere internazionale. Credo che il Tecnostress sia tra questi nuovi rischi, poiché agisce sulla qualità della vita dell’individuo e rappresenta un danno economico indiretto per l’azienda moderna". Proprio per discutere di queste tematiche, la Community degli "always on" si è data appuntamento a Milano in occasione di MobileWorkLife 2007, un momento esclusivo e unico del suo genere per un’analisi strutturata e un approccio concreto alle prospettive future. Confronto e scontro tra Apocalittici e Integrati, Aziende Utilizzatrici e Utilizzatori, email addicted e programmi di sopravvivenza al Tecnostress.Si è trattato del primo appuntamento italiano dove la nuova specie umana degli "always on", le loro giornate scandite dal "tempo internet", il concetto di lavoro senza soluzione di continuità sono stati protagonisti. Obiettivo: sfruttare al meglio le nuove tecnologie e le più efficaci soluzioni di Mobility, insieme al raggiungimento, finalmente, del "work-life bilance". Un confronto sulla mobilità, che intende diventare annuale, dedicato a direttori del personale, imprenditori, professionisti e media che vogliono comprendere le conseguenze a livello lavorativo e sociale di queste nuove tecnologie, su questi temi emergenti ma di forte ed implicante impatto sui rapporti di lavoro, gli stili di vita e le relazioni interpersonali.

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