Joan Miró in mostra a Ferrara, Mirò: la terra

Nell’esposizione, curata da Tomàs Llorens, il tema viene indagato nelle sue più ampie accezioni e simbologie, con opere ispirate al mondo rurale e al culto delle origini, ai temi della sessualità e della fertilità, a quelli legati alla metamorfosi, all’aldilà e all’eterno susseguirsi di vita e morte. Sul piano formale, l’interesse di Miró nei confronti della terra si manifesta in un’esaltazione della materia e dei materiali che compongono l’opera d’arte, scelta che lo porta a raggiungere soluzioni formali inedite e straordinarie, premessa fondamentale di importanti correnti del Novecento, come l’Informale americano ed europeo. Presenti a Ferrara un’ottantina di opere di tecniche diverse: dipinti, disegni, collage, assemblaggi, sculture e litografie.Aprono il percorso le opere ispirate all’ambiente rurale della località catalana di Mont-roig, tra le quali "La contadina" del 1922-23, e si prosegue nelle altre sezioni con "Terra arata", "Paesaggio catalano" (Il cacciatore), "Paesaggio" (La lepre), "Paesaggio con coniglio e fiore", "Oggetto". Nei dipinti della seconda metà degli anni Trenta, presentati nella sezione Figure plutoniche, Miró utilizza supporti inusuali e una tavolozza dai colori violenti e vivaci, dando vita a paesaggi che sembrano appartenere ad un altro mondo, popolati da creature misteriose. In particolare, in una importante serie di dipinti su masonite eseguiti a Mont-roig nell’estate del 1936, di cui in mostra sono per la prima volta riuniti cinque esemplari, l’artista introduce materiali come caseina, pece, sabbia e ghiaia raggiungendo un grado di espressività che precorre l’Informale.Si continua poi con "Composizione con corde" (1950), "Donna" (1946), "Donne, uccelli" dipinte su grandi tele e carte, "Donne" in bronzo e in ceramica. Frutto di un originale procedimento operativo è il ciclo di opere intitolato Sobreteixim (1972-73). La mostra si chiude con un capolavoro della tarda maturità esposto in rarissime occasioni, "Figure e uccelli nella notte" (1974) del Centre Pompidou, un immenso murale su tela dipinto con una pennellata gestuale.

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