Julia Roberts al cinema con ‘Closer’

L’eleganza e la lucida maestria del regista e degli attori portano così al cinema un film capace di stuzzicare l’immaginazione dello spettatore, coinvolto nell’incedere trasgressivo e a volte morboso di una sceneggiatura degna del migliore racconto erotico, ma senza dare troppo spazio alla realtà delle immagini. Nasce così “Closer”, il film ambientato in una Londra contemporanea, dove tra giornate uggiose ed appartamenti borghesi si raccontano le storie dei quattro personaggi. Dialoghi serrati e bugie che svelano realtà nascoste tracciano i rapporti tra i due uomini e le due donne protagonisti della pellicola, in un veloce susseguirsi di sentimenti che spaziano dall’amore al risentimento, per poi ritrovarsi in momenti di riconciliazione. Dan, interpretato da Jude Law, è un aspirante scrittore che si fidanza con l’ ex spogliarellista Alice, Natalie Portman, la Mathilda di “Leon”. Ma le cose non scorrono via lisce e dopo i primi tempi Dan comincia a tradire Alice con Anna (Julia Roberts), una fascinosa fotografa quarantenne. Misteriosamente e con fare ai limiti del gioco perverso, Dan fa incontrare Anna e Larry attraverso una Chat, in uno dei momenti topici del film. Larry, portato sullo schermo da Clive Owen, è un dermatologo alla ricerca perenne di incontri, finché la bella fotografa lo condurrà sull’altare. Magistrale la gestione del regista Mike Nichols dei rapporti tra i personaggi, aiutato anche da una sceneggiatura originale e curata sin nei dettagli, che trova nella bravura degli attori il giusto mix per un film piacevole ed intenso. Spicca poi in “Closer” la grande prova offerta da Julia Roberts, lontana oramai dai tempi di “Pretty Woman” (1990), ma perfettamente a suo agio nel rendere il sentimento e la drammaticità dei vari momenti del film. Ottimi anche Jude Law e Clive Owen, senza dimenticare la bella Natalie Portman, a cui sono affidate le “illustrazioni” di un film basato prevalentemente sul gioco del dialogo. Nulla in “Closer” è lasciato al caso, ogni singola battuta o movimento assume un significato importante all’interno della pellicola, dove la teatralità del dialogo si ritrova nell’incontrarsi, a due alla volta, dei personaggi. Le rare riprese esterne e la gestione del tempo, affidata a dialoghi e costumi, non lasciano poi spazio a dubbi sull’origine teatrale della sceneggiatura di Patrick Marber. Dal 10 dicembre al cinema, su distribuzione Columbia Tristar, il film si propone come un’alternativa elegantemente irriverente ai classici film di animazione che affollano le sale nel periodo natalizio. Da non perdere.

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