Kakà il migliore dell’ultima Champions

E come dare torto ai 16 votanti, gli allenatori delle squadre che sono approdate agli ottavi di finale della scorsa edizione. Unico premio non rossonero, quello andato a Petr Cech, portiere del Chelsea. Sul palco dell’Auditorium Grimaldi sono sfilati quindi i 3 alfieri rossoneri, elegantissimi nel completo nero d’ordinanza, che hanno avuto anche l’onere e l’onore di estrarre dall’urna i nomi delle squadre da inserire nei vari gironi, sotto l’occhio attento di Galliani in platea a guidare la delegazione rossonera. Nel ritirare il premio capitan Maldini ha sottolineato che forse il suo è più un premio alla carriera che alla stagione in sé, alludendo chissà a quel Pallone d’Oro mai assegnatogli ed invece pienamente meritato.Sorprende il premio a Seedorf solo se non si tiene conto del criterio di assegnazione del premio a Maldini. Del resto l’olandese è l’unico giocatore ad aver vinto la coppa con le orecchie con tre maglie diverse, e comunque l’assist di tacco per Pippo Inzaghi all’Allianz Arena di Monaco contro il Bayern valeva bene un riconoscimento. Il premio a Kakà come miglior attaccante dà modo a Galliani in diretta su Sky di mettere a tacere forse definitivamente il dilemma una punta/due punte parlando dello schema del Milan. Se Kakà è il miglior attaccante allora è vero che il Milan gioca a due punte: abbattuto l’albero di Natale? Il sorteggio che opporrà i diavoli al Benefica di Rui Costa fa dire a Galliani che solo quando il portoghese era in rossonero si poteva parlare di schema ad albero di Natale, alludendo alle caratteristiche non certo di finalizzatore dell’ex viola, ma che oggi le cose sono cambiate. Chissà se Berlusconi sarà d’accordo.

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