Khan Academy e Iversity, video per reinventare l’educazione?

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Tutto partì da un imprenditore di 35 anni, Salman Khan, nel 2004.

Secondo la leggenda sulla fondazione della Khan Academy  Salman ospitò dei parenti da New Orleans e sua nipote gli chiese aiuto per i compiti di matematica. Tornata a casa lei continuò a chiedere l’aiuto dello zio che per quasi due anni lui la aiutò telefonicamente.

Altri membri della famiglia cominciarono a chiedere a Salman di aiutare i loro ragazzi. Khan allora si rivolse al web: con Yahoo Doodle cominciò a creare dei video a sfondo nero con scritte colorate. Nel 2006 Khan carica il primo video su un nuovo sito,Youtube.com.

Nel 2009 Khan abbraccia totalmente la causa, si licenzia e si dedica alla Khan Academy a tempo pieno  continuando a produrre molti video al giorno, autofinanziando l’Accademia,  lavorando con uno stringato staff e mettendo alla base il passaparola. Presto cominciarono ad arrivare donazioni consistenti: da  Jhon Doerr e sua moglie,  dalla Gates Foundation, da Google, da Sean O’Sullivan e tanti altri. Ma nonostante l’infusione i denaro video e piattaforma sono rimasti estremamente semplici e volti al no profit.

Il pensiero di Salman Khan è molto semplice – lo spiega anche nel libro uscito nel 2012 “The One World Schoolhouse: Education Reimagined”  –   ”Puoi andare in un’università che ha tanti professori ma quando vuoi imparare ad esempio la Storia Americana avrai solo una fonte, avrai solo quel professore. Noi pensiamo di poter fornire più voci rispetto a quella che è tradizionalmente a disposizione”. Learn almost anything for free, annuncia infatti il sito.

Con una biblioteca di oltre 4.000 video su qualsiasi materia dall’aritmetica alla fisica, finanza, storia e centinaia di esercizi graduati e interattivi per fare pratica. “La nostra missione  è aiutarvi a imparare quello che volete, quando volete e con i vostri ritmi”, si legge ancora sul sito.

Negli Stati Uniti questo strumento è diventato una risorsa importante per studenti e insegnanti,  in alcune scuole californiane è stato addirittura inserito nei piani di studio. Ma il fenomeno non è relegato solo al mondo anglofono, molti docenti italiani infatti stanno cominciando ad apprezzarlo e diversi volontari italiani ne stanno traducendo le lezioni. Anche se, per ora, a lanciare l’allerta in Italia sembra essere solo Tullio De Mauro, dove il fenomeno è più vivo come negli Usa ci si comincia a fare diverse domande.

invesity? In quanto fresca startup di Berlino ha ancora tempo per dimostrarsi all’altezza dell’antesignano statunitense, benché lo spirito vada in quella direzione. Quel che è certo è che ad investimenti anche qui non si scherza. Nato a seguito di una borsa di studio erogata dal Ministero federale tedesco di Scienze e Tecnologie, Invesity ha ricevuto oltre 1 milione di euro di fondi dalla BFB Frühphasenfonds Brandenburg (erogati al 75% dall’UE e al 25% da Brandenburgo) e dalla bmp media interstors nel 2011. A dicembre del 2012 si è unito al team, diventandone amministratore delegato, Marcus Riecke conosciuto come l’ex vicepresidente di Ebay e Monster, insieme ad altri importanti investitori. Staremo a vedere.

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