King Arthur, la nuova leggenda

Le vicende si svolgono, secondo una nuova analisi della leggenda, nel periodo compreso tra la caduta dell’impero romano, con la formazione di regni periferici, e l’inizio dell’alto medioevo (5° e 6° secolo d.C). Un tentativo affascinante ed a tratti coraggioso, per un film che era atteso come un passo in avanti nella ricca trattazione cinematografica di questa storia. In effetti il film si discosta in molte sue componenti dalla classica rappresentazione di Artù e del suo regno, una nuova concezione di questa leggenda che trova il suo culmine nella trasposizione di Ginevra, da amante romantica a guerriero in chiave femminile. Un salto affascinante quanto ardito per il ruolo interpretato da Keira Knightley (La Maledizione della Prima Luna e Sognando Beckham), ma interessante e gratificante, anche a detta della stessa attrice inglese. Se per la talentuosa attrice diciannovenne la forza del film risiede nei suoi cambiamenti, altrettanto si può dire per l’altra star della pellicola, Clive Owen (The Bourne Identity e Beyond Borders) che ne sottolinea l’originalità della sceneggiatura. Proprio la caratterizzazione dei personaggi, per l’Artù del film, è la chiave per l’interpretazione di questa rivisitazione: “Artù è un personaggio radicato nella realtà storica, un uomo con forti valori che ha di fronte la sfida del cambiamento. Durante il viaggio, il mondo in cui ha sempre creduto sta cambiando proprio come Roma. Artù possiede una grande fede, ma anche questa è in discussione”. Per Owen, considerato da molti il futuro interprete di James Bond, non è comunque stato facile sentire proprio il ruolo di Artu’, un personaggio troppo virtuoso e cristallino, secondo il suo parere. Un cenno a parte va fatto per Ioan Gruffudd, talento emergente di Hollywood e Lancillotto del film, che a breve diverrà il protagonista nell’attesissima trasposizione del fumetto della Marvel, i Fantastici Quattro, nel ruolo di Reed Richards. Tornando alla pellicola, possiamo dire di trovarci di fronte ad un film epico e che vuole rappresentare in modo più realista la vicenda di Camelot, sostenendo come in realtà Arthur, Lancilotto, Tristano, mago Merlino, siano vissuti in un’epoca molto anteriore a quella tramandata dalla letteratura e dal passato cinematografico. Un opera nuova anche nell’analisi dei personaggi, che oltre alla “gladiatoria” Ginevra vede in Artù un leader riluttante che, alla guida della popolazioni britanniche, combatte contro i Sassoni per difendere l’integrità dell’impero Romano. Un film ambizioso e coraggioso che cerca di proporre un punto di vista nuovo ed a tratti affascinate per una storia forse un po’ logora per le tante rappresentazioni avute negli anni. Una scommessa kolossal-epica in cui il produttore Jerry Bruckheimer ha creduto fortemente sin dall’inizio, tanto che il budget del film si aggira attorno ai 140 milioni di dollari. Il film, distribuito da Buena Vista, sarà nelle sale a partire dal 1° ottobre per un autunno all’insegna delle novità e degli effetti speciali.
Flavio S.

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