Kyoto: Ue approva il piano italiano

Per il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio si tratta di un’ottima notizia” e commenta: “Sono molto soddisfatto per l’approvazione del Piano italiano delle emissioni di anidride carbonica che corrisponde ai criteri indicati dal Governo italiano e prende atto delle posizioni espresse dall’Italia”. Come lo stesso Matteoli sottolinea, nel
piano sono riconosciuti gli elevati standard di efficienza energetica e la bassa “intensità di carbonio” già raggiunti dalle imprese industriali italiane.
Con tale decisione si è quindi considerato l’impegno profuso dalle aziende in termini di salvaguardia dell’ambiente, evitando nel contempo di minare la futura produttività delle nostre aziende. Sempre Matteoli precisa: “Rispetto alle ipotesi iniziali formulate dalla Commissione Europea, che prevedeva riduzioni delle emissioni del settore industriale italiano, il Piano approvato riconosce i risultati già raggiunti dall’industria italiana e riconosce alle imprese un tetto di emissioni che corrisponde alle loro esigenze”. Come è noto, in base alla direttiva europea, il Piano deve essere coerente con l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra assegnato all’Italia (l’Italia dovrà ridurre, entro il 2008, le proprie emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990); sia della esigenza di evitare sovra allocazione di quote, ovvero una assegnazione superiore alle necessità. Nella fase iniziale la Commissione aveva rilevato che per centrare l’obiettivo nazionale, il tetto delle emissioni avrebbe dovuto corrispondere a circa 200 milioni/ton. CO2 l’anno. L’Italia ha considerato inapplicabili le indicazioni iniziali della Commissione perché un tetto di 200 milioni avrebbe tra l’altro richiesto la chiusura di centrali termoelettriche, mettendo seriamente a rischio la sicurezza energetica dell’Italia. L’Italia
e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
ha inoltre richiamato l’attenzione della Commissione sulle misure individuate dal programma nazionale di riduzione delle emissioni dei gas serra, approvato dal CIPE il 19 dicembre 2002, che consentono di raggiungere l’obiettivo di Kyoto senza pesare sul sistema industriale italiano.

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