La battaglia del Tiramisù: ovvero tra campanilismo e tutela del prodotto

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La notizia è di qualche giorno fa, Luca Zaia presidente della regione Veneto, vuole chiedere il brevetto per il Tiramisù, rivendicandone le origini per la città di Treviso. Questo dolce è infatti molto apprezzato e conosciuto in tutto il mondo, e la notizia ha subito destato l’attenzione di illustri media anglosassoni come il Guardian e il Telegraph, che hanno dedicato ad essa molto spazio.

Alla pretesa originalità dell’invenzione del Tiramisù avanzata dalla regione Veneto, ha subito però fatto da contraltare  la rivendicazione della natalità di questa ricetta nel paesino di Pieris, precisamente presso il ristorante “Vetturino”. A stretto giro di vite, anche la Carnia ha accampato diritti di “copyright” su questo dolce. Cosa penseranno a Siena di tutto questo chiacchiericcio sulTiramisù, dato che loro fanno risalire la sua nascita a cavallo tra il 1600 e il 1700. In Piemonte c’è addirittura chi rivendica le origini del dolce ai tempi di Cavour.

Un dessert al cucchiaio che unisce l’amaro del caffè al dolce e soffice sapore nella commistione tra mascarpone e uova, il tutto abbinato alla fragranza del biscotto savioardo …che dire questa ricetta ha stregato proprio tutti, ed è stata capace di valicare i confini nazionali. Facile intuire i motivi di questa dolce contesa per ottenerne la paternità. Poter legare il nome della propria città o della propria regione significa ottenere una grandissima visibilità, una pubblicità molto efficace, basata sulla qualità.

L’idea di brevettare la ricetta del Tiramisù, segue di pochi anni l’ottenimento del marchi Stg per la “Pizza Napoletana”, un riconoscimento di tipicità, a tutela di un prodotto che rischia di essere riproposto con lo stesso nome, ma con caratteristiche profondamente diverse, un modo per salvaguardare la qualità e il made in italy. La Coldiretti nel 2012 stima il valore del falso made in italy all’estero, intorno alla cifra di 50 miliardi di euro. Le azioni, volte alla tutela della produzione alimentare italiana, vero fiore all’occhiello del nostro paese, sono quindi da incoraggiare. Va in questo senso l’iniziativa di Zaia(ex ministro dell’agricoltura). Poco importa a quale città sia da attribuire l’invenzione del Tiramisù, questa idea ha il merito di aver acceso il dibattito su unsettore strategico per l’economia del nostro Paese.

Come si fa con i beni artistici e culturali anche per quanto riguarda i beni alimentari è necessario l’impegno per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione. Dietro questa semplice ricetta ci sono dietro le storie della signora Campeon di Treviso, del cuoco Mario Cosolo di Pieris, c’è la signora Norma Pielli di Tolmezzo, Cosimo III Granduca di Toscana, Camillo Benso di Cavour. Un intreccio di storie, leggende, che contribuiscono come i monumenti a mantenere vive le radici, la memoria storica di una comunità e a rilanciarla come valore su cui fondarci un business vincente.

L’auspicio è che queste realtà possano trovare un accordo magari sul grado di parentela rispetto a questo dolce, e che muovano comuni intenti per promuovere un prodotto che è patrimonioitaliano, un ambasciatore dell’Italia all’estero.

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