La cannabis cura diverse patologie e in casi selezionati può essere acquistata in farmacia

Israel grows medicinal marijuana in Safed

La cannabis o canapa è un genere di piante originarie dell’Asia centrale utilizzate fin dai tempi antichi per scopi terapeutici e religiosi. Si ritiene che un tempo crescesse spontaneamente anche nell’Ameria Latina, poiché in alcune mummie rinvenute in Perù gli scienziati ne hanno trovato evidenti residui. In Siria la sua varietà  con maggiori proprietà psicoattive è denominata hashish, mentre in Messico prende il nome di marijuana. In Europa il suo uso come sostanza stupefacente è recente, in quanto pare che vi sia stata introdotta nell’Ottocento da Napoleone che la usava comeantidolorifico.

Risale al 1937 la prima legge che ne proibiva la coltivazione per qualsiasi uso, promulgata negli Stati Uniti. Attualmente in Europa si stima che 71,5 milioni di persone ne facciano uso regolarmente, nonostante sia stata dichiarata sostanza illegale in diversi Paesi quali Francia, Belgio, Regno Unito e Svezia. Il suo utilizzo in modiche quantità  è stato invece depenalizzato  in Germania, Svizzera e Italia (uso personale e limitato a quantità inferiori ai 5 grammi), mentre il suo consumo è dichiarato legale in Spagna, Portogallo e Paesi Bassi.

Un decreto del Ministero della Salute del 2007 ha stabilito che la cannabis non è soltanto una droga ma anche un farmaco che può essere venduto in farmacia dietro presentazione di ricetta medica.  A tutt’oggi  però sono pochissimi i medici che la prescrivono e poche centinaia i pazienti autorizzati ad usarla. Attualmente la si può acquistare soltanto  in farmacie ospedaliere di Veneto, Toscana, Marche e Puglia e l’iter burocratico per ottenerla è stato dal 2007 lungo e complicato: dopo avere ricevuto la prescrizione del medico di base  il malato doveva farne richiesta al Ministero della Salute e in seguito all’approvazione doveva aspettare che la Asl ordinasse la cannabis ad aziende straniere convenzionate. L’attesa è durata finora parecchi mesi, tanto che  i pazienti spesso si sentivano autorizzati a ricorrere all’acquisto della sostanza al mercato nero o alla coltivazione illegale sul balcone di casa. Finalmente l’8 febbraio 2013 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale una nuova legge grazie alla quale i pazienti potranno d’ora in poi acquistare la cannabis in farmacia semplicemente presentando la prescrizione medica, senza dover affrontare il lungo percorso degli anni precedenti.

Il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri ha ammesso finora tre indicazioni terapeutiche per la cannabis:

  • Durante la chemioterapia per contrastare nausea e vomito
  • Nei pazienti affetti da anoressia e AIDS per stimolare l’appetito
  • Nei pazienti affetti da sclerosi multipla per mitigare gli spasmi

I malati di sclerosi multipla che hanno provato la cannabis fumandola o mescolandola a biscotti e tisane riferiscono un significativa diminuzione del dolore e degli spasmi, tanto da riuscire a tornare ad una vita normale. Anche i malati di fibromialgia fin dalla prima assunzione di cannabis ottengono una riduzione del dolore pressoché totale.

La cannabis può curare anche l’emicrania, il glaucoma, alcuni tumori e la sindrome di Crohn.  Il dosaggio consigliato dal medico va però rispettato scrupolosamente perché questa sostanza psicoattiva a piccole dosi regala analgesia e rilassamento, ma in quantità ingenti induce nausea, ansia e disorientamento con la possibilità di sfociare in patologie mentali vere e proprie.

 

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