La coabitazione vince in tempo di crisi

Quando si va via da casa per frequentare l’Università in un’altra città, la condivisione dell’appartamento con altri studenti è una sorta di regola non scritta, ma il sogno di raggiungere l’indipendenza economica una volta trovato un impiego e, di conseguenza, il poter vivere da soli, sembra non realizzarsi nemmeno dopo la laurea. Secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, portale leader in Italia con oltre 450.000 annunci di settore, il modesto livello degli stipendi italiani (1.000 euro al mese il salario medio di un impiegato nel nostro Paese) costringe chi lavora nelle grandi città a condividere l’appartamento. Ben il 59% delle coabitazioni nelle principali città italiane si realizza fra persone che già hanno un impiego.Il dato è facilmente comprensibile se si pensa al costo per l’affitto di un monolocale in una di queste città. Per un monolocale a Milano si spendono 815 euro al mese, a Roma 755, a Firenze 710, a Torino 570, a Genova 490 e a Venezia il prezzo sale fino a 850 euro.Dallo studio reso noto da Immobiliare.it, anche fra i circa 400.000 studenti universitari fuori sede la coabitazione è una realtà importante (il 61% delle condivisioni di appartamenti a livello nazionale si realizza fra chi frequenta l’Università) ed emerge che, nel 62% dei casi, si affittano camere singole, ma con il bagno in condivisione. Il costo medio è di 320 euro al mese e la dimensione oscilla fra gli 11 e i 15 metri quadri. Solo il 9% di chi affitta ha a disposizione una stanza di oltre 21 mq.Il canone di affitto, però, può anche essere molto maggiore. Dall’indagine è emerso che la città più cara è Milano (in media 503 euro al mese, spese condominiali incluse). Al secondo posto c’è Roma, dove per una stanza singola il prezzo richiesto è di 480 euro mensili, terza Firenze con 422 euro di canone mensile. Appena fuori da questo particolare podio, c’è Venezia: qui gli studenti pagano un canone di 410 euro. La città universitaria più economica dello stivale è Cosenza, 200 euro per un posto letto in una stanza singola.Non va sottovalutato, però, un fenomeno purtroppo molto diffuso nelle città sedi di prestigiosi atenei: l’affitto in nero. Secondo alcuni dati, infatti, solo il 28% degli studenti fuori sede ha un contratto regolare.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > La coabitazione vince in tempo di crisi