La criminalità viaggia su Internet

Tali organizzazioni creano invisibili reti informatiche in grado di commettere crimini su scala globale. In Russia, sono stati registrati dal Ministero degli Affari Interni 7.053 casi di crimini informatici nel 2003, circa il doppio di quelli del 2002 (3.782). Un fenomeno che lo scorso anno ha assunto dimensioni ancora più preoccupanti: solo nella prima parte del 2004 i casi registrati sono stati addirittura 4.995. Lo studio condotto dal Dott. Peter Troxler, dimostra come si stiano evolvendo le strategie criminali. In questi anni si è infatti assistito ad un progressivo abbandono delle intimidazioni fisiche, lasciando il posto ad armi decisamente più sofisticate, come le “bot-nets”, reti di sistemi controllate utilizzate per attaccare e ricattare aziende e organizzazioni. In questo contesto cambiano quindi anche le figure coinvolte nelle attività illecite: non più criminali violenti e senza scrupoli, ma giovani hacker, spesso minorenni, che lavorano da casa. La ricerca di McAfee evidenzia inoltre come la criminalità organizzata stia utilizzando Internet per superare i confini geografici nei quali svolgere la propria attività illecita. Grazie alla grande rete, la “ciber-mafia” può colpire utenti che si trovino in un altro continente con estrema facilità. In questo contesto nasce anche la figura del “mercenario informatico”, hacker e programmatori in grado di creare codici maligni, denominati “script kiddies”, utili a perpetrare attività criminose come furti ed estorsioni. Alcuni di questi professionisti del crimine informatico, creano reti “bots” e le vendono al miglior offerente, dando la possibilità alle organizzazioni criminali di ricattare le aziende con racket ed estorsioni. Un fenomeno, quello delle “bot-nets”, in drammatica espansione. Se nel 2003 le nuove minacce erano appena 300 al mese, oggi si è arrivati ad una media di circa 1000 al mese: una crescita esponenziale dovuta quasi totalmente all’utilizzo di reti “bots”. Un esempio su tutti è fornito dall’attività di Peter White, alias "kiss", che ha concesso l’utilizzo di una “bot” per 28.000 dollari al mese. Stando ai dati emersi dall’indagine, per sfruttare queste “bot-nets” a fini di racket, si paga una tariffa oraria di circa 100 sterline, poco meno di 150 euro.

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