La dura Pasqua dell’agnello

Nel 2003 si era verificato un consistente aumento della macellazione di agnelli nel periodo pasquale, che se si registrerà anche
quest’anno confermerà per l’Italia un primato davvero negativo: nell’aprile del 2003, mese in cui si celebrava la Pasqua, sono stati macellati 638.083 agnelli ovvero il 148.9% in più rispetto
all’aprile del 2002 (fonte: elaborazioni Ismea su dati Istat). Se poi si
considera che gli agnelli rappresentano circa il 73% della carne complessivamente ottenuta dalle macellazioni di
ovicaprini, risulta evidente quanto il peso della tradizione incida sul consumo della carne di questi animali, che mediamente si attesta sui 6,5-7 kg
all’anno rispetto ai circa 83,1 kg complessivi di carne pro capite consumati dagli italiani ogni anno.
Ma niente paura, stando ai consigli della LAV, la tavola imbandita potrebbe
essere altrettanto appetitosa anche senza consumare carne. Nasce con questo
obiettivo un menù pasquale tutto vegetariano: “crocchette di ceci e salvia su letto di indivia belga
all’aceto balsamico” come antipasto, seguito da “troffie con pomodorini capperi e
melanzane”, “cotolette di seitan con patate” e una “torta di riso” come dessert. Queste e altre ricette,
definite “cruelty free”, sono già disponibili sul sito internet della LAV:
www.infolav.org. E per chi desiderasse maggiori informazioni sulla scelta vegetariana, la LAV consiglia il libro
“Essere vegetariani”, a cura di Roberta Bartocci: un vero e proprio manuale con consigli pratici di nutrizione gastronomia vegetariana, per
un’alimentazione etica, sana ed equilibrata. Sempre secondo la LAV, vi sarebbe un ulteriore motivo per preferire in maniera consapevole un menu vegetariano: c’è il rischio, infatti, che sui piatti dei pranzi di Pasqua e Pasquetta finiscano agnelli, capretti ed altri animali macellati clandestinamente negli stessi allevamenti rurali, spesso preferiti dai consumatori, nell’errata convinzione che simili sistemi di “zootecnia artigianale” garantiscano più genuinità delle carni.
Secondo le leggi in vigore, le macellazioni “fai da te” di agnelli e
capretti sono infatti consentite solo per autoconsumo familiare con esclusione
della vendita e, comunque, sempre con lo stordimento obbligatorio.

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