La Lap dance non è atto osceno

In particolare, la terza sezione penale della Suprema Corte, ha annullato una sentenza di secondo grado che condannava a due mesi di reclusione un uomo per l’organizzazione di spettacoli ritenuti osceni nei precedenti giudizi. Nelle motivazioni della sentenza si legge: “Questa corte di legittimità, in mancanza di contrarie risultanze, non può che riferirsi alla situazione di fatto accertata dal tribunale di Teramo secondo cui nel circolo in cui si svolgevano gli spettacoli potevano accedere, a pagamento e previo tesseramento – il che comunque rappresentava un ulteriore filtro anche se meramente formale – solo coloro che volevano assistere a spettacoli di lap dance, adeguatamente pubblicizzati come tali.” Cardine della sentenza è proprio il fatto che il locale non venisse utilizzato per altre forme di intrattenimento, ma solo per presentare spettacoli di quel genere a spettatori perfettamente consapevoli. “Nessuno di essi, infatti, – continua la sentenza – al momento dell’irruzione dei carabinieri, palesava disagio, disturbo, o soltanto sorpresa per il contenuto erotico dello stesso, ma anzi tutti dimostravano vivo interesse ed entusiasmo.” I giudici hanno anche sottolineato come la cosiddetta lap dance sia entrata prepotentemente nel costume dei nostri giorni, tanto da essere celebrata anche da film di successo internazionale. Questo genere di spettacoli inoltre, a differenza dei classici spogliarelli, può presupporre il coinvolgimento diretto degli spettatori. Niente di imprevisto quindi, se tra ballerine e clienti dovessero verificarsi contatti o toccamenti. La Cassazione ricorda che un atto è da ritenersi osceno se “offende il pudore secondo il comune sentire.” Nella lap dance non vi sarebbe quindi nulla di offensivo, sempre che questa venga presentata in luoghi “dedicati”, dove tutto gli spettatori che decidono di intervenire siano consapevoli del genere di spettacolo a cui assisteranno.

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