“La mala educación” di Almodóvar

Presentata come una pellicola-scandalo, dai toni forti e critici verso la Chiesa, “La Mala Educación” sembra piuttosto una descrizione delle sfaccettature che possono assumere le pulsioni. Un film complesso, ma caratterizzato da un filo logico che porta le tre storie, di cui è composto il film, a ricollegarsi l’una all’altra sino a divenirne una sola. I protagonisti sono Ignacio ed Enrique, due amici di infanzia, e Padre Manolo, il loro professore di letteratura ai tempi del collegio che ritorna a frapporsi nel rapporto tra i due ragazzi, segnando nel profondo la vita di Ignacio. Tra lui ed il suo amico Enrique esisteva infatti un legame che andava ben oltre l’amicizia e sarà proprio l’intervento di Padre Manolo a mettere Ignacio nella condizione di dover affrontare la propria sessualità, con tutti i propri dubbi ed i pregiudizi della gente. Una trama fitta e ricca di significato che vede la vicenda nascere in una scuola religiosa degli anni 60, dove i due ragazzi scoprono l’amore, il cinema e le paure. Padre Manolo, il direttore e professore di letteratura della scuola, è sia testimone che attore delle loro scoperte, lungo una serie di vicende che porteranno i tre protagonisti a rincontrarsi una volta alla fine degli anni 70 e l’ultima negli anni 80, segnando per sempre le vite di ciascuno di loro. Un film diretto ed intenso che trova in Gael Garcìa Bernal ( Ernesto “Che” Guevara, ne “I diari della motocicletta” ) un protagonista assoluto, perfettamente calato nel ruolo di un “amabile ragazzo terribile”, che con i suoi modi femminili, ma mai grotteschi riesce a coinvolgere le passioni e le perdizioni degli altri soggetti de la “La Mala Educación”. Una pellicola che si avvale comunque di attori come Javier Càmara, Fele Martìnez ( “Parla con lei”), Daniel Giménez-Cacho e LLuis Homar, tutti ottimamente calati nel film e perfetti interpreti di un’opera che fa del cast uno dei suoi punti di forza. Un mix perfetto di attori, gestito magistralmente dal provocatorio Pedro Almodóvar, un’icona del cinema spagnolo ed europeo, che per questo film ha sfruttato i propri ricordi del collegio e degli albori della democrazia in Spagna per costruire una sceneggiatura perfettamente calata nel contesto di una gioventù che per la prima volta si trova a contatto con il proprio modo essere e con tutta la forza di un periodo storico nel quale, per la prima volta, si respirava la libertà. Una narrazione decisa ed a tratti sfrontata, nella quale il regista ricalca l’esperimento di metacinema già presente in “Parla con lei”, con circa mezz’ora di film nel film. Una pellicola coraggiosa, sia per i contenuti che per l’eccentrica narrazione e proprio per questo vale la pena di essere vista. Un film presentato come una rottura ed un duro attacco all’educazione della Chiesa, ma che finisce col descrivere con estrema franchezza e sensibilità le vicende di una storia e di un sentimento particolari. La mala educación si propone come uno dei migliori film in programmazione per questo autunno e uscirà nelle sale italiane l’8 Ottobre, distribuito da Warner Bros.

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