La marijuana contro l’Alzheimer

Lo studio, pubblicato sul
Journal of Neuroscience, è stato condotto confrontando il tessuto cerebrale di pazienti morti di Alzheimer con quello di soggetti non malati deceduti alla stessa età. L’equipe ha rilevato che nei portatori del morbo di Alzheimer l’attività dei recettori dei cannabinoidi risulta ridotta rispetto agli altri. I test successivi sono stati condotti sugli effetti protettivi del principio attivo della marijuana, iniettando la proteina beta-amilodide, ritenuta responsabile della formazione di placche tipiche dell’Alzheimer, su cavie da laboratorio. È risultato che le cellule immunitarie non si riattivamo nelle cavie che hanno ricevuto i cannabinoidi, arrestando, di fatto, il processo infiammatorio. Secondo la ricercatrice Dr. Maria de Ceballos la scoperta che i cannabinoidi funzionano sia per prevenire l’infiammazione sia per proteggere il cervello, può preparare il terreno per il loro uso come approccio terapeutico al morbo di Alzheimer. Di parere analogo, il direttore della ricerca alla
Alzheimer’s Society, Dr. Susanne Sorensen, che però mette in guardia l’opinione pubblica scoraggiando l’assunzione di marijuana allo scopo di prevenire l’Alzheimer: “Si sa che oltre a produrre un high, l’uso a lungo termine della marijuana in molti casi può anche portare alla depressione”.

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