La paura del Gatto Yusuf

Yusuf Islam aveva da poco iniziato un viaggio con sua figlia in direzione Nashville, con lo scopo di cominciare il lavoro su di un nuovo progetto musicale. Mentre era in volo, l’aeroplano sul quale viaggiava è stato deviato di 600 miglia verso l’aeroporto internazionale de Bangor e li ad accoglierlo ha trovato sei ufficiali in uniforme che lo hanno condotto dall’FBI per un interrogatorio. Il cantante è stato così separato da sua figlia Maymanah, e non potendo comunicare a causa del sequestro del cellulare, non ha potuto contattare neanche la sua famiglia che è venuta a sapere dei fatti attraverso le confuse notizie diffuse dalle televisioni. Proprio durante l’interrogatorio, Yusuf Islam, che da sempre si professa come uomo di pace, è venuto a scoprire che il suo nome compare nella ‘No Fly List’ ( lista nella quale compaiono i nomi delle persone a cui è proibito volare) e che quindi non può sorvolare Washington. Classificato come “inammissibile”, è stato rispedito a Londra, suscitando lo sdegno del cantante stesso e di molte altre persone. Il cantante, abbandonata la sua carriera musicale verso la fine degli anni 70, ha fondato una scuola musulmana a Londra nel 1983 ed è da sempre impegnato nel sociale e per la pace, tanto da aver fondato un’associazione umanitaria, riconosciuta dalle Nazioni Unite, chiamata “Small Kindness”. Il perché dell’inserimento di Stevens nella ‘No Fly List’ da parte della giustizia americana non sarebbe ancora del tutto chiaro, anche se alcuni ritengono sia dovuta al fatto che alcuni dei sovvenzionamenti alla causa mussulmana, fatti da Yusuf Islam, siano finiti nelle mani di alcuni gruppi di terroristi islamici. Quella che si è venuta a creare è quindi una situazione molto ingarbugliata e difficile, anche dal punto di vista diplomatico. Lo stesso ministro degli esteri del Regno Unito ha chiesto lumi sulla vicenda al segretario di stato americano Colin Powell, per una situazione che ha recato sicuramente cattiva pubblicità agli Stati Uniti e che vedrà un procedimento legale da parte di Yusuf Islam, per mettere chiarezza sull’accaduto. E’ di giovedì poi, la notizia che il caso è stato messo allo studio dalle autorità USA insieme a quelli di altri musulmani prominenti come il professor Tariq Ramadan. Le autorità americane, attraverso lo stesso Powell, hanno dichiarato che la revisione delle ‘No Fly List’ non è dovuta al singolo caso del cantante, ma ciò avviene anche per tutelare i normali cittadini perché, aggiunge il segretario di stato: ” Noi desideriamo tutelare i nostri confini, ma desideriamo inoltre assicurarci che rimaniamo una nazione aperta”. Un caso difficile e di stretta attualità, anche se il ruolo del cinquantasettenne cantante inglese rischia di ridursi a quello di un termometro che segna rosso sullo stato di terrore che regna in America e, più in generale, in tutto l’occidente.

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