La qualità del sonno è ereditaria

La scoperta, riportata sulla prestigiosa rivista scientifica "Science", si deve alla dottoressa Stéphanie Maret. Da uno studio effettuato sui topi è infatti emerso che questo gene è capace di influire sull’attività del cervello durante il sonno, riflettendosi così sulle qualità "ristoratrici" dello stesso. La scoperta di Stéphanie Maret è quella di un gene per il recettore beta dell’acido retinoico, capace di regolare l’attivita elettro-encefalografica a onde lente (onde delta), ovvero, quelle legate alla fase di sonno profondo. E’ proprio durante questa fase, infatti, che si determina la "qualita" del sonno e la conseguente capacità ristroratrice dello stesso. Mehdi Tafti, professore associato del Centro Integrativo di Genomica dell’Università di Losanna (UNIL) e coordinatore dello studio insieme al Dr. Paul Franken , ha dichiarato: "Il maggior insegnamento che proviene dalle nostre ricerche è che la qualità del sonno viene determinata geneticamente". La scoperta del gene che regola l’attività delle "onde delta" riveste una grande importanza, in quanto proprio queste "onde lente" sono i migliori indicatori della profondità, dell’intensità e della continuità del sonno, nonché della sua qualità.

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